Concorso EPSO/AD/429/26 · guida di preparazione

Quattro settori, una prova da trenta domande: che cosa bisogna sapere per l'AD 7 in tecnologie dell'informazione

Il bando EPSO (European Personnel Selection Office, l'ufficio europeo di selezione del personale) C/2026/2425 cerca amministratori di grado AD 7 in quattro settori: infrastruttura ICT (Information and Communication Technology), gestione di progetti ICT, cloud e reti, data science. Non c'è un programma d'esame: le mansioni dell'Allegato II sono l'unica traccia. Questa guida le trasforma in argomenti di studio, settore per settore. Ciò che le altre guide di Explorables spiegano già è collegato direttamente al capitolo giusto, con i punti da saper riconoscere; il resto è scritto qui. Ogni capitolo finisce con un'esercitazione a scelta multipla.

1 · Il concorso

Si sceglie un settore e si gareggia solo su quello: trenta domande, e la graduatoria la fa il punteggio

Il concorso EPSO/AD/429/26, pubblicato il 6 maggio 2026, seleziona amministratori di grado AD 7 in quattro settori, per un totale di circa 780 candidati idonei. Si concorre per un solo settore, e ogni settore ha la sua prova e la sua graduatoria.

ProvaLinguaDomande e tempoSogliaA che cosa serve
Ragionamento verbalelingua 120 in 35 min10/20idoneità
Ragionamento numericolingua 110 in 20 min10/20 sommatiidoneità
Ragionamento astrattolingua 110 in 10 minidoneità
Prova di settore (a scelta multipla)lingua 230 in 40 min15/30graduatoria
Prova scritta (comunicazione scritta su documentazione del settore)lingua 240 min5/10idoneità

Come nell'AD 8, solo la prova di settore decide la posizione: le altre sono soglie. Con 30 domande in 40 minuti si hanno 80 secondi a domanda, il tempo per riconoscere una distinzione, non per ricostruirla.

I quattro settori in una riga

Infrastruttura ICT capitoli 3–5

Progettare e gestire data center, server, storage, database, rete, postazioni di lavoro; servizi gestiti; DevSecOps; continuità; HPC e tecnologie quantistiche.

Gestione di progetti ICT capitoli 6–8

Progetti, programmi e portafogli per tutto il ciclo di vita: analisi, stime, risorse, rischi, qualità, cambiamenti, contratti e fornitori.

Cloud e reti capitoli 9–10

Progettare e gestire reti aziendali e cloud pubblici o privati, compresa la sicurezza di rete; architettura, standard, fornitori, costi, rischi.

Data science capitoli 11–13

Ingegneria dei dati, statistica avanzata, architettura dei dati e tecnologie semantiche, HPC, API, MLOps, visualizzazione, governance dei dati.

Come studiare con questa guida

Studia a fondo i capitoli del tuo settore e leggi il capitolo 2 per le basi comuni. Una domanda di settore chiede quasi sempre una distinzione: RPO contro RTO, incidente contro problema, CPI contro SPI, IaaS contro PaaS, TCP contro UDP, data drift contro concept drift.

Attenzione

Le esercitazioni sono scritte per allenare e non sono domande ufficiali EPSO. Norme e date sono quelle in vigore a ottobre 2026: controllale su EUR-Lex prima della prova.

Mappa concettuale · il concorso
  • EPSO/AD/429/26
    • quattro settori infrastruttura, progetti, cloud e reti, dati
      • se ne sceglie uno
    • a soglia ragionamento e prova scritta
    • fa la graduatoria prova di settore
      • ritmo 80 secondi a domanda
In sintesi

Un settore, trenta domande, soglia 15: il punteggio della prova di settore è l'unico che conta per la posizione.

2 · Basi comuni a più settori

Database, machine learning, sicurezza e AI sono già spiegati altrove: qui c'è dove, e che cosa ricordare

Alcuni argomenti attraversano più settori: i database compaiono nell'infrastruttura e nei dati, la sicurezza ovunque, il machine learning nella data science. Le altre guide li spiegano a fondo; qui trovi i collegamenti e le affermazioni da saper riconoscere.

Database e transazioni

Machine learning e AI

Sicurezza delle informazioni

Protezione dei dati e AI Act

Esercitazione: basi comuni

domande di allenamento

Scegli una risposta per domanda; se sbagli, segui il collegamento del riquadro corrispondente.

Mappa concettuale · basi comuni
  • Basi comuni
    • dati affidabili ACID, WAL
    • dati distribuiti CAP, replica, sharding
    • modelli machine learning guida dedicata
    • protezione sicurezza e GDPR
      • dettagli in guida AD 8
In sintesi

Database, machine learning, sicurezza e norme sono spiegati nelle altre guide: per la prova servono le distinzioni di base elencate nei riquadri.

Settore 1

Infrastruttura ICT

3 · Data center, server, storage, disponibilità · mansione 1 dell'Allegato II

Un servizio è disponibile quanto il suo pezzo più debole, a meno di raddoppiare proprio quel pezzo

La prima mansione del settore è progettare, integrare, gestire e far funzionare infrastrutture IT aziendali e data center: server, database, storage, servizi di rete, cybersecurity, postazioni di lavoro digitali. Il filo conduttore è uno: ogni componente prima o poi si guasta, e il progetto decide che cosa succede quando accade.

Il data center: energia, raffreddamento, ridondanza

Un data center è un edificio progettato per tenere accesi i server: alimentazione con UPS (Uninterruptible Power Supply, gruppi di continuità a batteria) e generatori, raffreddamento, armadi (rack), collegamenti di rete ridondanti, controllo degli accessi fisici. La ridondanza si descrive con la notazione N (esattamente la capacità necessaria), N+1 (un componente di riserva), 2N (tutto duplicato, due percorsi indipendenti).

La classificazione più usata è quella dell'Uptime Institute in quattro Tier:

TierCaratteristicaDisponibilità di riferimentoFermo all'anno
Icapacità di base, un solo percorso99,671%≈ 28,8 ore
IIcomponenti ridondanti (N+1)99,741%≈ 22 ore
IIImanutenibile senza fermo: ogni componente si può sostituire con il servizio acceso99,982%≈ 1,6 ore
IVtollerante ai guasti: un guasto qualsiasi non ferma il servizio (2N)99,995%≈ 26 minuti

L'efficienza energetica si misura con il PUE (Power Usage Effectiveness): l'energia totale del data center divisa per quella consumata dalle sole apparecchiature IT. Il valore ideale è 1; un PUE di 1,5 vuol dire che per ogni kWh dei server se ne spende mezzo in raffreddamento e perdite. La direttiva europea sull'efficienza energetica (UE) 2023/1791 obbliga i data center sopra i 500 kW di potenza IT a comunicare ogni anno i propri indicatori energetici in una banca dati europea.

PUE

PUE=energia totale del data center energia delle apparecchiature IT = 1.800 MWh 1.200 MWh
=1,5

Server, virtualizzazione, container

La virtualizzazione fa girare più macchine virtuali (VM) su un server fisico. Il programma che le gestisce è l'hypervisor: di tipo 1 (bare metal) se gira direttamente sull'hardware (VMware ESXi, Microsoft Hyper-V, KVM, usato nei server), di tipo 2 se gira sopra un sistema operativo (VirtualBox, per sviluppo e prove). Le VM si possono spostare da un server all'altro senza spegnerle (migrazione a caldo) e si possono assegnare più risorse virtuali di quelle fisiche (overcommit), contando sul fatto che non tutte le VM le usano insieme.

Un container è più leggero: condivide il kernel del sistema operativo ospite e isola solo processi, file e rete. Parte in un secondo e occupa poco, ma l'isolamento è più debole di quello di una VM. Nell'infrastruttura iperconvergente (HCI, Hyper-Converged Infrastructure) calcolo, storage e rete sono gestiti dal software su server tutti uguali, che si aggiungono per crescere.

Macchina virtuale isolamento forte
  • un sistema operativo completo per VM
  • avvio in minuti, gigabyte di immagine
  • adatta a carichi eterogenei e sistemi diversi
vs
Container leggero
  • kernel condiviso con l'ospite
  • avvio in secondi, megabyte di immagine
  • adatto a microservizi e rilasci frequenti (capitolo 9)

Storage: dove stanno i dati, e quanti guasti reggono

ArchitetturaChe cosa vede il serverProtocolli
DAS (Direct-Attached Storage)dischi collegati direttamenteSATA, SAS, NVMe
NAS (Network-Attached Storage)file condivisi in reteNFS, SMB
SAN (Storage Area Network)blocchi, come se fossero dischi locali, su una rete dedicataFibre Channel, iSCSI, NVMe-oF
Object storageoggetti con identificativo e metadati, via HTTPAPI S3

Lo storage a blocchi serve a database e VM (bassa latenza); quello a file a cartelle condivise; quello a oggetti a grandi quantità di dati non strutturati, backup e archivi (scala quasi senza limiti, latenza più alta). Il RAID (Redundant Array of Independent Disks) combina più dischi per prestazioni o tolleranza ai guasti:

LivelloCome funzionaCapacità utile con n dischiGuasti tollerati
RAID 0striping: dati divisi tra i dischin0
RAID 1mirroring: ogni dato su due dischin / 21 per coppia
RAID 5striping con una parità distribuitan − 11
RAID 6striping con doppia paritàn − 22
RAID 10mirroring, poi striping delle coppien / 2almeno 1, fino a uno per coppia

Laboratorio: capacità e tolleranza di un array RAID

matematica reale

Scegli il livello, il numero e la dimensione dei dischi; osserva la capacità utile e quanti dischi possono guastarsi.

Capacità nominali, senza formattazione né dischi di riserva (hot spare). Con dischi molto grandi la ricostruzione dopo un guasto dura ore o giorni: per questo con dischi grandi si preferisce RAID 6 a RAID 5.

Errore comune

Considerare il RAID o le snapshot un backup. Il RAID protegge dal guasto di un disco, non dalla cancellazione per errore, dal ransomware o dall'incendio del data center: un file cancellato sparisce da tutti i dischi dell'array nello stesso istante. Anche la replica copia gli errori.

Backup e ripristino: RPO, RTO e la regola 3-2-1

Due numeri definiscono un piano di ripristino, e si confondono spesso. L'RPO (Recovery Point Objective) è quanti dati si accetta di perdere, misurati in tempo: con un backup ogni notte, l'RPO è fino a 24 ore. L'RTO (Recovery Time Objective) è quanto tempo si accetta che il servizio resti fermo. L'RPO guarda indietro, l'RTO avanti.

ultimo backupguastoservizio ripristinato
RPO
dati persi tra l'ultimo backup e il guasto
RTO
servizio fermo tra il guasto e il ripristino

La regola 3-2-1: tre copie dei dati, su due supporti diversi, una delle quali fuori sede. La versione aggiornata contro il ransomware è 3-2-1-1-0: in più una copia offline o immutabile, e zero errori nei test di ripristino. I backup sono completi, incrementali (solo ciò che è cambiato dall'ultimo backup di qualsiasi tipo: veloci da fare, lenti da ripristinare) o differenziali (ciò che è cambiato dall'ultimo completo). Per il ripristino in caso di disastro (DR, Disaster Recovery) si usano siti secondari caldi (pronti, minuti), tiepidi (parzialmente pronti, ore) o freddi (solo spazio e alimentazione, giorni).

Disponibilità: i «nove» e il calcolo con i componenti

La disponibilità si esprime in «nove»: 99,9% («tre nove») vuol dire circa 8,8 ore di fermo all'anno; 99,99% circa 53 minuti; 99,999% circa 5 minuti. Si stima dai tempi medi tra i guasti (MTBF, Mean Time Between Failures) e di riparazione (MTTR, Mean Time To Repair). Per una catena di componenti la regola è semplice: in serie le disponibilità si moltiplicano e calano; in parallelo si moltiplicano le indisponibilità, e la disponibilità sale.

Serie e parallelo

A=MTBF MTBF + MTTR = 999 h 999 h + 1 h = 99,9%
tre componenti in serie=0,999 × 0,999 × 0,999 = 0,997 → 99,7%tutti devono funzionare
due componenti in parallelo=1 − (1 − 0,999)2 = 1 − 0,000001 = 99,9999%basta che ne funzioni uno, se i guasti sono indipendenti

Laboratorio: quanto rende raddoppiare un componente

matematica reale

Imposta la disponibilità di rete, server e database e quante copie ha ciascuno; osserva la disponibilità del servizio e le ore di fermo all'anno.

Disponibilità del servizio
Fermo atteso all'anno

Il modello assume guasti indipendenti e passaggio istantaneo alla copia di riserva. Nella realtà un guasto comune (alimentazione, aggiornamento difettoso, errore di configurazione) colpisce tutte le copie insieme.

Postazioni di lavoro digitali

Il «digital workplace» comprende i dispositivi degli utenti, la loro gestione centralizzata (inventario, aggiornamenti, configurazioni, cifratura del disco), gli strumenti di collaborazione e l'accesso remoto. Con la VDI (Virtual Desktop Infrastructure) il desktop gira come VM nel data center e l'utente lo vede da qualsiasi dispositivo: i dati non lasciano il centro, ma serve una rete affidabile.

Esercitazione: data center e storage

domande di allenamento

Scegli una risposta per domanda.

Mappa concettuale · infrastruttura
  • Infrastruttura
    • edificio data center
      • classi Tier I–IV
      • efficienza PUE
    • calcolo VM e container
    • dati blocchi, file, oggetti
      • guasti dei dischi RAID
      • errori e disastri backup 3-2-1
    • obiettivi RPO, RTO, disponibilità
In sintesi

Tier III si mantiene senza fermo, Tier IV tollera un guasto. RAID non è backup. RPO è quanti dati perdi, RTO quanto resti fermo. In serie la disponibilità cala, in parallelo sale.

4 · Gestione dei servizi, contratti, DevSecOps, continuità · mansioni 2–7 e 10 dell'Allegato II

Un'infrastruttura è un insieme di promesse misurabili: chi le fa, chi le rispetta, e che cosa succede quando si rompono

Nelle istituzioni europee gran parte dell'esercizio quotidiano è affidata a fornitori esterni con contratti di servizi gestiti; il funzionario coordina, misura e decide. Le mansioni del bando lo dicono: gestire le attività operative tramite contratti (cambiamenti, richieste, incidenti, problemi, disponibilità, capacità), applicare DevSecOps e automazione, sostenere sicurezza e continuità operativa, gestire il ciclo di vita dei componenti, supervisionare squadre e fornitori sugli SLA.

ITIL 4: il vocabolario della gestione dei servizi

ITIL (in origine IT Infrastructure Library), versione 4 del 2019, è il quadro di buone pratiche più diffuso per la gestione dei servizi IT. Il suo centro è il sistema del valore del servizio (Service Value System): principi guida, governance, una catena del valore di sei attività (pianificare, migliorare, coinvolgere, progettare e trasferire, ottenere o costruire, erogare e supportare), 34 pratiche e il miglioramento continuo. Ogni servizio si guarda da quattro dimensioni: organizzazioni e persone; informazioni e tecnologia; partner e fornitori; flussi di valore e processi.

Da ricordare · i sette principi guida di ITIL 4
  1. Concentrarsi sul valore
  2. Partire da dove si è
  3. Procedere per iterazioni con feedback
  4. Collaborare e promuovere la visibilità
  5. Pensare e lavorare in modo olistico
  6. Mantenere semplicità e praticità
  7. Ottimizzare e automatizzare

Le domande d'esame girano quasi sempre intorno a quattro pratiche che si confondono:

Incidente
Interruzione non pianificata o calo di qualità di un servizio. Obiettivo: ripristinare il servizio il prima possibile, anche con una soluzione provvisoria.
la posta non arriva a un ufficio
Problema
La causa, reale o possibile, di uno o più incidenti. Obiettivo: trovare la causa radice ed eliminarla. Un problema con causa nota e soluzione provvisoria documentata è un errore noto (known error).
perché la posta si blocca ogni lunedì
Cambiamento
Aggiunta, modifica o rimozione di qualcosa che può influire sui servizi. ITIL distingue cambiamenti standard (pre-autorizzati, a basso rischio), normali (valutati da un'autorità di cambiamento) e di emergenza.
aggiornare il server di posta
Richiesta di servizio
Richiesta di un utente per qualcosa di previsto nell'offerta del servizio, non un guasto.
reimpostare una password, un nuovo portatile
Errore comune

Chiudere un incidente ricorrente come «risolto» ogni volta che il servizio riparte. Ripristinare il servizio chiude l'incidente, non il problema: se gli incidenti si ripetono, si apre un problema e si cerca la causa.

SLA, OLA e contratti di servizi gestiti

Un SLA (Service Level Agreement) è l'accordo con il cliente del servizio: che cosa si fornisce e con quali livelli misurabili (disponibilità, tempo di presa in carico, tempo di risoluzione per priorità). Dietro un SLA ci sono un OLA (Operational Level Agreement, accordo tra gruppi interni) e un contratto di supporto (underpinning contract) con i fornitori esterni. Gli impegni a valle devono essere più stretti di quelli a monte: se il fornitore ha 8 ore per risolvere e l'SLA con il cliente ne promette 4, l'SLA è scritto per essere violato.

Un buon contratto di servizi gestiti definisce indicatori misurabili e chi li misura, penali o crediti di servizio quando non sono rispettati, riunioni di governance periodiche, un processo di escalation e un piano di uscita (come si passa a un altro fornitore senza fermare il servizio). Nei contratti quadro delle istituzioni europee le prestazioni si acquistano di solito in tre forme: a tempo e mezzi (si paga il tempo delle persone), a tempo e mezzi quotati (si paga un risultato a un prezzo concordato in anticipo in giornate) o a prezzo fisso; più il rischio passa al fornitore, più servono requisiti precisi.

DevSecOps, CI/CD e infrastruttura come codice

Il DevOps unisce sviluppo ed esercizio per rilasciare spesso e in sicurezza; il DevSecOps vi integra la sicurezza fin dall'inizio (vedi la guida AD 8, capitolo 10, per SAST, DAST, SCA e SBOM). Tre sigle vicine:

  1. CI, Continuous Integration: ogni modifica al codice viene integrata, compilata e provata automaticamente, più volte al giorno.
  2. Continuous Delivery: ogni versione che passa i test è pronta per la produzione; il rilascio richiede un'approvazione.
  3. Continuous Deployment: ogni versione che passa i test va in produzione automaticamente, senza approvazione manuale.

L'infrastruttura come codice (IaC, Infrastructure as Code) descrive server, reti e configurazioni in file versionati invece che con interventi manuali: Terraform è dichiarativo (si descrive lo stato voluto, lo strumento calcola le differenze), Ansible automatizza la configurazione dei sistemi. Ne derivano l'infrastruttura immutabile (non si modifica un server: lo si sostituisce con uno nuovo) e il GitOps (lo stato del sistema è quello descritto nel repository; un agente lo allinea di continuo).

Per sapere se un servizio funziona si usa l'osservabilità: metriche (numeri nel tempo), log (eventi), tracce (il percorso di una richiesta tra i servizi). Il metodo SRE (Site Reliability Engineering) di Google fissa un SLI (Service Level Indicator, ciò che si misura), un SLO (Service Level Objective, l'obiettivo interno) e un error budget: il fermo che l'SLO consente, da «spendere» in rilasci e sperimentazioni.

Laboratorio: quanto fermo concede un obiettivo di disponibilità

matematica reale

Muovi l'obiettivo e il periodo; osserva quanto tempo di fermo è consentito, cioè l'error budget.

Fermo consentito
Budget restante

Error budget di un SLO al 99,9% su 30 giorni

minuti nel periodo=30 × 24 × 60 = 43.200
fermo consentito=(1 − 0,999) × 43.200 = 43,2 minuti

Continuità operativa

La continuità operativa (business continuity) è la capacità di continuare a erogare i servizi essenziali durante un'interruzione; la norma di riferimento è la ISO 22301. Si comincia dalla BIA (Business Impact Analysis, analisi d'impatto): per ogni processo si stima il danno di un fermo nel tempo e si fissa il periodo massimo tollerabile di interruzione, da cui discendono RTO e RPO (capitolo 3). Il piano di continuità (BCP) riguarda l'organizzazione intera (persone, sedi, fornitori); il piano di ripristino in caso di disastro (DRP) è la sua parte tecnica. I piani si provano: esercitazioni a tavolino, simulazioni, fino al passaggio reale sul sito secondario.

Ciclo di vita dei componenti e monitoraggio tecnologico

Ogni componente fisico o virtuale ha un ciclo: pianificazione, acquisto (con le procedure del capitolo 8), installazione e integrazione, esercizio, fine del supporto, dismissione con cancellazione sicura dei dati. Il CMDB (Configuration Management Database) registra i componenti (configuration item) e le loro relazioni, ed è ciò che permette di sapere quali servizi tocca un cambiamento. I sistemi a fine supporto (end of life) non ricevono più correzioni di sicurezza: sono un rischio da pianificare per tempo, non un'emergenza da scoprire. Il monitoraggio tecnologico si fa con prove di concetto limitate, valutate su criteri decisi prima, prima di adottare una tecnologia emergente.

Esercitazione: servizi e DevSecOps

domande di allenamento

Scegli una risposta per domanda.

Mappa concettuale · gestione dei servizi
  • Servizio IT
    • si gestisce con ITIL 4
      • ripristinare incidente
      • eliminare la causa problema
    • si promette con SLA, OLA, contratti
    • si rilascia con CI/CD, IaC
      • si misura con SLO ed error budget
    • sopravvive con BIA, BCP, DRP
In sintesi

Incidente: ripristinare; problema: trovare la causa. Gli SLA verso il cliente reggono solo se OLA e contratti a valle sono più stretti. Continuous delivery è pronto per il rilascio, continuous deployment rilascia da solo.

5 · Calcolo ad alte prestazioni e tecnologie quantistiche · mansioni 8–9 dell'Allegato II

Mille processori non fanno mille volte prima: la parte che non si divide decide il limite

Analogia · il trasloco

Dieci amici svuotano un appartamento molto più in fretta di uno solo. Ma il furgone è uno, e il viaggio fino alla casa nuova dura comunque un'ora: aggiungere amici accorcia solo la parte che si può dividere. È la legge di Amdahl, il primo concetto di ogni domanda sul calcolo parallelo.

Com'è fatto un supercomputer

Un sistema HPC (High Performance Computing) è un insieme di migliaia di nodi di calcolo (CPU e, sempre più spesso, GPU) collegati da una rete a bassissima latenza (per esempio InfiniBand), con un file system parallelo condiviso (come Lustre) e uno scheduler (come Slurm) che assegna i nodi ai lavori in coda. Si programma in due modi: a memoria condivisa dentro un nodo (OpenMP, thread che vedono la stessa memoria) e a memoria distribuita tra nodi (MPI, Message Passing Interface, processi che si scambiano messaggi). Le GPU si programmano con CUDA o librerie equivalenti.

Le prestazioni si misurano in FLOP/s (operazioni in virgola mobile al secondo). La classifica TOP500 ordina i supercomputer con il test LINPACK; la Green500 per efficienza energetica (FLOP/s per watt). Un sistema exascale supera 1018 FLOP/s.

Legge di Amdahl

accelerazione=1 (1 − p) + p / Np = frazione parallelizzabile, N = processori
p = 0,95, N = 100=1 0,05 + 0,0095 ≈ 16,8
limite con N → ∞=1 0,05 = 20

Con il 5% di codice seriale, nessun numero di processori va oltre 20 volte più veloce.

Laboratorio: la curva di Amdahl

matematica reale

Muovi la frazione parallelizzabile e il numero di processori; osserva come la curva si appiattisce verso il limite.

Accelerazione
Efficienza (accelerazione / processori)
Limite teorico

Il modello ignora i costi di comunicazione tra nodi, che nella realtà peggiorano ancora la curva. La legge di Gustafson guarda il caso opposto: se con più processori si affronta un problema più grande (scalabilità debole), la parte parallela cresce e l'accelerazione con essa.

In Europa i supercomputer pubblici sono coordinati dall'impresa comune EuroHPC (dal 2018, sede a Lussemburgo), che li cofinanzia con gli Stati membri: tra gli altri LUMI in Finlandia, Leonardo in Italia (Bologna), MareNostrum 5 in Spagna e JUPITER in Germania, il primo sistema exascale europeo, inaugurato nel 2025. Sugli stessi sistemi poggiano le AI Factories (vedi la guida AD 8, capitolo 8).

Tecnologie quantistiche: che cosa cambia davvero

Un qubit può trovarsi in una sovrapposizione di 0 e 1; più qubit possono essere entangled (correlati in modo che lo stato dell'uno non si descrive senza l'altro). Una misura fa «collassare» lo stato su 0 o 1 con certe probabilità. Il nemico è la decoerenza: l'interazione con l'ambiente distrugge lo stato quantistico in frazioni di secondo, quindi i calcoli sono brevi e pieni di errori. Le macchine attuali sono dette NISQ (Noisy Intermediate-Scale Quantum): decine o centinaia di qubit rumorosi. La correzione degli errori combina molti qubit fisici in un qubit logico affidabile, ed è la strada verso macchine utili su larga scala.

ApplicazioneAlgoritmo o tecnicaEffetto
Rompere RSA e curve ellitticheShoraccelerazione esponenziale: serve la crittografia post-quantistica (guida AD 8, capitolo 10)
Ricerca non strutturataGroveraccelerazione quadratica: le chiavi simmetriche vanno raddoppiate
Simulazione di molecole e materialisimulazione quantistical'applicazione più promettente a medio termine
Ottimizzazioneannealing quantistico, algoritmi variazionalivantaggio ancora da dimostrare su problemi reali
Comunicazione sicuraQKD (Quantum Key Distribution)distribuzione di chiavi che rivela ogni intercettazione; la rete europea è EuroQCI

Le tecnologie in competizione per i qubit sono circuiti superconduttori, ioni intrappolati, atomi neutri e fotoni, ciascuna con vantaggi diversi in stabilità e scalabilità. Per un'organizzazione «valutare e integrare» oggi vuol dire soprattutto tre cose: preparare la migrazione post-quantistica (inventario degli algoritmi in uso, agilità crittografica), seguire i casi d'uso di simulazione e ottimizzazione con prove limitate, e usare l'accesso ai computer quantistici integrati nei centri HPC di EuroHPC. Il quadro politico è la strategia europea per le tecnologie quantistiche del luglio 2025, dopo il programma Quantum Flagship avviato nel 2018.

Errore comune

Pensare che un computer quantistico sia un computer classico più veloce in tutto. È un acceleratore per classi precise di problemi; per la maggior parte dei calcoli non porta vantaggi.

Esercitazione: HPC e quantistica

domande di allenamento

Scegli una risposta per domanda.

Mappa concettuale · HPC e quantistica
  • Calcolo avanzato
    • HPC nodi, rete veloce, scheduler
      • programmazione OpenMP, MPI, GPU
      • limite legge di Amdahl
    • in Europa EuroHPC, JUPITER exascale
    • quantistica qubit, decoerenza
      • minaccia Shor su RSA
      • reti QKD, EuroQCI
In sintesi

L'accelerazione parallela è limitata dalla parte seriale (Amdahl). EuroHPC gestisce i supercomputer europei. Il calcolo quantistico accelera classi precise di problemi; per un'amministrazione la priorità è la migrazione post-quantistica.

Settore 2

Gestione di progetti ICT

6 · Metodi e governance di progetti, programmi e portafogli · mansioni 1–2 dell'Allegato II

Un progetto fallisce più spesso perché nessuno sa chi decide che perché qualcuno sbaglia un calcolo

Il settore chiede di gestire, sostenere e monitorare progetti, programmi e portafogli ICT per tutto il ciclo di vita: analisi, proposta, progettazione, stima dei costi, acquisizione di risorse, pianificazione, rendicontazione. Per un candidato alle istituzioni europee il metodo da conoscere meglio è quello che la Commissione stessa ha sviluppato e usa: PM².

Progetto, programma, portafoglio

Progetto
Organizzazione temporanea, con inizio e fine, creata per produrre risultati unici entro vincoli di tempo, costo, ambito e qualità.
sostituire il sistema di gestione dei documenti
Programma
Gruppo di progetti collegati gestiti insieme per ottenere benefici che non si otterrebbero gestendoli separatamente.
digitalizzare tutte le procedure di appalto
Portafoglio
Insieme di progetti e programmi, anche non collegati, scelti e prioritizzati per realizzare la strategia con le risorse disponibili.
tutti gli investimenti ICT di una direzione generale
PMO
Project (o Portfolio) Management Office: la struttura che fissa metodi e modelli, raccoglie lo stato dei progetti e supporta i capi progetto.
l'ufficio che produce il cruscotto dei progetti

Il progetto si misura sui risultati consegnati (output), il programma sui benefici ottenuti (outcome), il portafoglio sul contributo alla strategia. Gestire un portafoglio vuol dire soprattutto decidere che cosa non fare: classificare le proposte secondo valore, rischio, allineamento e risorse, e fermare i progetti che non rendono più.

PM²: il metodo della Commissione

PM² è il metodo di gestione dei progetti sviluppato dalla Commissione europea e reso pubblico, gratuito, anche per altre amministrazioni. Combina elementi di PMBOK, PRINCE2 e dei metodi agili in un quadro più leggero, pensato per le istituzioni. Ha quattro fasi, con il monitoraggio e controllo che le attraversa tutte, e tra una fase e l'altra un punto di decisione (phase gate):

AvvioInitiating
→RfP
PianificazionePlanning
→RfE
EsecuzioneExecuting
→RfC
ChiusuraClosing

I tre punti di decisione sono RfP (Ready for Planning, pronto per la pianificazione), RfE (Ready for Executing) e RfC (Ready for Closing). I documenti principali per fase:

FaseDocumenti principali
AvvioRichiesta di avvio del progetto (Project Initiation Request), Business case (perché farlo, opzioni, costi e benefici), Project Charter (ambito, obiettivi, vincoli, risultati attesi)
PianificazioneProject Handbook (come sarà gestito: ruoli, regole, piani di gestione), Project Work Plan (attività, tempi, risorse), piani di gestione dei requisiti, dei cambiamenti, dei rischi, delle questioni aperte, della qualità, della comunicazione; piano di accettazione dei risultati, piano di transizione, piano di attuazione nell'organizzazione, piano di esternalizzazione
Esecuzioneverbali, rapporti di stato, registri di rischi, questioni e cambiamenti aggiornati
ChiusuraRapporto di fine progetto (Project End Report), lezioni apprese, accettazione finale

La governance di PM² è a strati. Sopra il progetto c'è l'organo di governance appropriato (AGB, Appropriate Governance Body), che lo autorizza dentro l'organizzazione. Lo strato direttivo è il comitato direttivo del progetto (PSC, Project Steering Committee). Lo strato di gestione ha due figure: il Business Manager, lato richiedente, e il Project Manager, lato fornitore della soluzione. Lo strato esecutivo comprende il Business Implementation Group e il Project Core Team.

Lato richiedente business
  • Project Owner (PO): sponsor, responsabile del business case e dei benefici; presiede di fatto il comitato
  • Business Manager: rappresenta il PO nel quotidiano, definisce i requisiti, accetta i risultati
  • Business Implementation Group: gli utenti che portano il cambiamento nell'organizzazione
↔
Lato fornitore soluzione
  • Solution Provider (SP): responsabile della consegna della soluzione, spesso la direzione informatica
  • Project Manager: gestisce il progetto giorno per giorno, il team e i piani
  • Project Core Team: chi produce i risultati
Da ricordare · chi fa che cosa in PM²

Il Project Owner possiede il business case; il Project Manager gestisce l'esecuzione, non decide l'ambito da solo. Le decisioni che superano le tolleranze concordate salgono al comitato direttivo. PM² ha estensioni per i progetti agili (PM²-Agile), i programmi e i portafogli.

PRINCE2 e PMBOK in confronto

PRINCE2PMBOK (PMI)
Che cos'èun metodo prescrittivo, di origine britannica (governo del Regno Unito, 1996)una guida al corpo di conoscenze, statunitense (Project Management Institute)
Struttura7 principi (giustificazione commerciale continua, imparare dall'esperienza, ruoli definiti, gestione per fasi, gestione per eccezione, focus sui prodotti, adattamento al contesto), 7 pratiche (business case, organizzazione, piani, qualità, rischio, questioni, avanzamento) e 7 processidalla 7ª edizione (2021): principi e domini di prestazione (stakeholder, team, approccio di sviluppo e ciclo di vita, pianificazione, lavoro del progetto, consegna, misurazione, incertezza) al posto dei processi delle edizioni precedenti
ComitatoProject Board: Executive (il business), Senior User (gli utenti), Senior Supplier (i fornitori)sponsor e stakeholder, senza un organigramma imposto
Certificazione tipicaFoundation, PractitionerPMP (Project Management Professional)

La gestione per eccezione di PRINCE2 è un'idea da ricordare: il comitato fissa tolleranze (per tempo, costo, ambito, qualità, rischio, benefici) e interviene solo quando un livello prevede di superarle. Le stesse figure del Project Board si ritrovano, con altri nomi, nella governance di PM².

Business case, requisiti, stakeholder

Un business case confronta opzioni (compreso «non fare nulla») su costi, benefici, rischi e tempi, e va riverificato a ogni punto di decisione: un progetto che non è più giustificato si ferma. I requisiti si prioritizzano spesso con il metodo MoSCoW: Must have (indispensabile), Should have (importante ma non vitale), Could have (desiderabile), Won't have this time (escluso per ora). Gli stakeholder si mappano sulla griglia potere/interesse: chi ha molto potere e molto interesse va gestito da vicino, chi ha potere ma poco interesse va tenuto soddisfatto, chi ha interesse ma poco potere va tenuto informato, gli altri monitorati.

Esercitazione: metodi e governance

domande di allenamento

Scegli una risposta per domanda.

Mappa concettuale · metodi di gestione dei progetti
  • Gestione di progetti
    • livelli progetto, programma, portafoglio
      • misurati su output, benefici, strategia
    • metodo UE PM²
      • fasi avvio, pianificazione, esecuzione, chiusura
      • ruoli PO, BM, SP, PM
    • altri PRINCE2, PMBOK
      • idea chiave gestione per eccezione
    • giustificazione business case
In sintesi

Progetto per gli output, programma per i benefici, portafoglio per la strategia. PM²: quattro fasi con tre punti di decisione (RfP, RfE, RfC), il Project Owner possiede il business case, il Project Manager gestisce l'esecuzione.

7 · Pianificare, stimare, controllare · mansioni 2–5 dell'Allegato II

Un progetto in ritardo raramente lo è ovunque: lo è sul percorso critico, e lì bisogna guardare

Il bando chiede di stimare i costi, pianificare, monitorare costi, tempi, risorse, risultati e rischi, gestire i cambiamenti e riferire. Ognuna di queste attività ha strumenti con nomi e formule precisi, ed è qui che le domande diventano numeriche.

Scomporre il lavoro e stimarlo

La WBS (Work Breakdown Structure, struttura analitica del progetto) scompone il lavoro in risultati sempre più piccoli, fino ai pacchetti di lavoro che si possono stimare e assegnare. Vale la regola del 100%: la somma dei figli è esattamente il lavoro del padre, né più né meno. Il lavoro che non è nella WBS non è nel progetto.

Le stime si fanno per analogia (un progetto simile già fatto), in modo parametrico (un parametro per un'unità: 3 giorni per schermata × 40 schermate) o a tre punti, combinando un valore ottimistico, uno più probabile e uno pessimistico.

Stima a tre punti (PERT)

E=O + 4M + P 6 = 10 + 4 × 15 + 32 6 = 17 giorniottimistica 10, più probabile 15, pessimistica 32
deviazione standard≈P − O 6 = 22 6 ≈ 3,7 giorni

La stima pesata è più alta del valore più probabile perché il pessimistico è lontano: i ritardi possibili sono più grandi degli anticipi.

Il percorso critico

Le attività si collegano in un reticolo secondo le dipendenze. Il percorso critico è la catena più lunga dall'inizio alla fine: la sua durata è la durata del progetto, e ogni giorno di ritardo su una sua attività è un giorno di ritardo del progetto. Le altre attività hanno un margine (float o slack): possono ritardare fino a quel valore senza spostare la fine. Il calcolo si fa in due passate: in avanti (inizio e fine più presti) e all'indietro (inizio e fine più tardi); il margine è la differenza.

Laboratorio: trova il percorso critico

matematica reale

Sei attività: A all'inizio; B e C dopo A; D dopo B; E dopo C; F dopo D ed E. Cambia le durate e osserva quale catena diventa critica e come cambiano i margini.

Durate in giorni lavorativi, dipendenze solo del tipo «fine-inizio» e nessun vincolo di risorse: nella realtà due attività parallele possono contendersi la stessa persona.

Per accorciare un progetto si agisce solo sul percorso critico: crashing (aggiungere risorse alle attività critiche, a un costo) o fast tracking (sovrapporre attività previste in sequenza, a un rischio). Accelerare un'attività con margine non accorcia nulla.

Il valore acquisito: dove siamo davvero

Esempio · speso metà, fatto metà?

A metà del tempo un progetto ha speso metà del budget. Va bene? Non si sa: se ha fatto solo un terzo del lavoro, è in ritardo e sopra i costi. Il valore acquisito confronta tre numeri invece di due.

PV · valore pianificato
Il costo a budget del lavoro che doveva essere fatto a oggi.
Planned Value
EV · valore acquisito
Il costo a budget del lavoro effettivamente fatto a oggi.
Earned Value
AC · costo effettivo
Quanto si è speso davvero per il lavoro fatto.
Actual Cost
BAC · budget a completamento
Il budget totale del progetto.
Budget At Completion

Indici del valore acquisito

CPI=EV AC = 300.000 € 500.000 € = 0,60Cost Performance Index: sotto 1 si spende più del previsto
SPI=EV PV = 300.000 € 500.000 € = 0,60Schedule Performance Index: sotto 1 si è in ritardo
CV e SV=EV − AC = −200.000 €; EV − PV = −200.000 €scostamenti di costo e di tempo, negativi se sfavorevoli
EAC=BAC CPI = 1.000.000 € 0,60 ≈ 1.666.667 €stima a completamento se l'efficienza resta questa

Laboratorio: lo stato di un progetto in tre numeri

matematica reale

Imposta lavoro pianificato, lavoro fatto e spesa a oggi; leggi indici, previsione finale e giudizio.

CPI
SPI
EAC
Scostamento finale (VAC)

Rischi, questioni aperte, cambiamenti

Un rischio è un evento incerto che, se accade, influisce sugli obiettivi; una questione aperta (issue) è qualcosa che è già accaduto e va gestito. Un rischio che si materializza diventa una questione. I rischi si registrano in un registro con probabilità, impatto, responsabile e risposta. Le risposte alle minacce sono evitare, trasferire, mitigare, accettare; alle opportunità (i rischi positivi) sfruttare, condividere, migliorare, accettare.

Ogni modifica all'ambito, ai tempi o ai costi approvati passa dal controllo dei cambiamenti: richiesta scritta, valutazione dell'impatto, decisione dell'organo competente (nei limiti delle tolleranze), aggiornamento della baseline. Senza questo processo il progetto subisce lo scope creep: l'ambito cresce un po' alla volta senza che tempi e budget lo seguano.

StrumentoA che cosa serve
Matrice RACIper ogni attività chi la Realizza (Responsible), chi ne Asponde e approva (Accountable, uno solo), chi è Consultato, chi è Informato
Stato a semaforo (RAG, Red-Amber-Green)sintesi per la direzione: verde in linea, ambra a rischio, rosso fuori tolleranza
Garanzia e controllo della qualitàla garanzia (QA) verifica che il processo sia adeguato; il controllo (QC) verifica i prodotti consegnati
Diagramma di Ganttattività su un asse dei tempi, con dipendenze e milestone

Esercitazione: pianificare e controllare

domande di allenamento

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Mappa concettuale · pianificazione e controllo
  • Piano del progetto
    • scomposto in WBS
      • stimato con analogia, parametri, PERT
    • durata da percorso critico
      • accorciare con crashing, fast tracking
    • controllato con valore acquisito
      • indici CPI, SPI, EAC
    • protetto da rischi e controllo dei cambiamenti
In sintesi

Il percorso critico fissa la durata; solo lì conviene accelerare. CPI = EV/AC, SPI = EV/PV, EAC = BAC/CPI. Un rischio è incerto, una questione è già accaduta; ogni cambiamento passa da una decisione formale.

8 · Metodi agili, appalti e fornitori · mansioni 3–6 dell'Allegato II

Agile cambia chi decide l'ordine del lavoro; gli appalti decidono chi lo farà e con quali regole

Nelle istituzioni europee un progetto ICT è quasi sempre realizzato in parte da fornitori esterni, scelti con procedure d'appalto e gestiti con contratti quadro. E sempre più spesso è gestito in modo agile. Il capo progetto deve saper tenere insieme i due mondi: un contratto scritto prima e un ambito che si scopre strada facendo.

Agile e Scrum

Il Manifesto agile (2001) privilegia individui e interazioni rispetto a processi e strumenti, software funzionante rispetto a documentazione esaustiva, collaborazione con il cliente rispetto alla negoziazione dei contratti, risposta al cambiamento rispetto al seguire un piano. Nel modello a cascata (waterfall) l'ambito è fissato all'inizio e tempi e costi ne derivano; nei metodi agili tempi e costi sono fissati per iterazione, e l'ambito si adatta.

Scrum è il quadro agile più diffuso. Secondo la Scrum Guide (edizione 2020) ha:

ElementiQualiDa ricordare
3 responsabilitàProduct Owner, Scrum Master, Developersil Product Owner ordina il Product Backlog e massimizza il valore; lo Scrum Master serve il team e rimuove gli ostacoli, non è un capo progetto
5 eventiSprint, Sprint Planning, Daily Scrum, Sprint Review, Sprint Retrospectivelo Sprint dura al massimo un mese; il Daily Scrum 15 minuti; la Review guarda il prodotto, la Retrospective il modo di lavorare
3 artefattiProduct Backlog, Sprint Backlog, Incrementciascuno con un impegno: Product Goal, Sprint Goal, Definition of Done

Kanban non ha iterazioni: visualizza il flusso su una lavagna e mette limiti al lavoro in corso (WIP, Work In Progress) per ogni colonna. La legge di Little lega le tre grandezze del flusso: ridurre il lavoro in corso riduce il tempo di attraversamento.

Legge di Little

tempo di attraversamento=lavoro in corso produttività = 24 richieste 6 richieste a settimana = 4 settimane
con WIP dimezzato=12 6 = 2 settimanea parità di produttività

Per molti team insieme esistono quadri «in scala» come SAFe (Scaled Agile Framework), con treni di rilascio e pianificazione per incrementi di programma. Nelle istituzioni si usano spesso approcci ibridi: governance e punti di decisione di PM², esecuzione in sprint con PM²-Agile.

Gli appalti delle istituzioni europee

Le istituzioni dell'Unione comprano secondo il regolamento finanziario (la rifusione in vigore è il Regolamento (UE, Euratom) 2024/2509), mentre le amministrazioni degli Stati membri seguono la direttiva 2014/24/UE recepita nel diritto nazionale. I principi sono gli stessi: trasparenza, proporzionalità, parità di trattamento, non discriminazione e la più ampia concorrenza possibile.

ProceduraCome funziona
Apertachiunque può presentare un'offerta
Ristrettachiunque chiede di partecipare, solo i selezionati presentano un'offerta
Competitiva con negoziazionesi negozia con i candidati selezionati, quando le esigenze non si soddisfano con soluzioni già disponibili
Dialogo competitivoper progetti complessi: si dialoga per definire la soluzione, poi si chiedono le offerte
Partenariato per l'innovazioneper sviluppare e poi acquistare una soluzione che sul mercato non c'è
Negoziata senza pubblicazioneeccezionale, nei soli casi previsti (estrema urgenza, un unico fornitore possibile…)

Le offerte passano tre filtri, in quest'ordine logico: criteri di esclusione (chi non può contrattare con l'Unione: fallimento, condanne, gravi illeciti; le istituzioni usano il sistema di individuazione precoce e di esclusione, EDES), criteri di selezione (capacità giuridica, economico-finanziaria, tecnico-professionale dell'offerente), criteri di aggiudicazione (qualità e prezzo dell'offerta). L'aggiudicazione va all'offerta economicamente più vantaggiosa, che può essere il prezzo più basso, il costo più basso sull'intero ciclo di vita o il miglior rapporto qualità/prezzo.

Errore comune

Mescolare selezione e aggiudicazione. L'esperienza dell'impresa è un criterio di selezione (chi può partecipare); la qualità della soluzione proposta è un criterio di aggiudicazione (chi vince). Non si valuta due volte la stessa cosa.

Laboratorio: chi vince con il miglior rapporto qualità/prezzo

matematica reale · offerte illustrative

Muovi il peso della qualità e i prezzi; il punteggio prezzo segue la formula comune «prezzo più basso diviso prezzo dell'offerta».

Ogni capitolato fissa la propria formula e spesso una soglia minima di qualità sotto la quale l'offerta è esclusa: qui la soglia è 60 punti su 100.

Per gli acquisti ricorrenti si usano i contratti quadro: un accordo con uno o più fornitori per un periodo (di norma fino a quattro anni), dentro cui si ordinano prestazioni con contratti specifici o buoni d'ordine. Con più fornitori si assegna «a cascata» (al primo in graduatoria, poi al secondo se il primo non può) o con una riapertura della concorrenza tra i fornitori del quadro. Dopo l'aggiudicazione c'è un periodo di sospensione (standstill) prima della firma, durante il quale gli esclusi possono contestare.

Gestire il contratto e il fornitore

Firmato il contratto, il lavoro passa alla gestione del contratto: verificare e accettare formalmente i risultati secondo criteri scritti (in PM² nel piano di accettazione), misurare gli SLA (capitolo 4), applicare le penali quando previsto, gestire le modifiche entro i limiti consentiti dal regolamento finanziario (un cambiamento sostanziale richiede una nuova procedura), tenere riunioni di governance con il fornitore. Il rischio da prevenire fin dal capitolato è il lock-in: formati proprietari, conoscenza solo nel fornitore, nessun piano di uscita. Si contrasta con standard aperti, documentazione obbligatoria, diritti sul codice e una clausola di trasferimento a fine contratto.

Esercitazione: agile e appalti

domande di allenamento

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Mappa concettuale · agile e appalti
  • Realizzare con altri
    • metodo Scrum, Kanban
      • fisso per sprint tempo e costo
      • flusso legge di Little
    • regole regolamento finanziario
      • filtri esclusione, selezione, aggiudicazione
    • strumento contratto quadro
      • ordini contratti specifici
    • rischio lock-in
In sintesi

Scrum: tre responsabilità, cinque eventi, tre artefatti. Negli appalti si esclude, si seleziona l'offerente, si aggiudica l'offerta; vince l'offerta economicamente più vantaggiosa. I contratti quadro si eseguono con contratti specifici.

Settore 3

Cloud e reti

9 · Cloud: modelli, architetture, costi, sovranità · mansioni 1–6 dell'Allegato II

Nel cloud non si compra un computer: si compra una divisione delle responsabilità, e un contatore

Analogia · la pizza

Fare la pizza in casa, comprarla surgelata, ordinarla a domicilio, mangiarla in pizzeria: la pizza è sempre quella, cambia quante cose fai tu e quante fa qualcun altro. On premise, IaaS, PaaS e SaaS sono le stesse quattro scelte per un servizio informatico.

La definizione che tutti citano

La definizione di riferimento è quella del NIST (National Institute of Standards and Technology, SP 800-145, 2011). Il cloud computing ha cinque caratteristiche essenziali: self-service su richiesta, ampio accesso via rete, condivisione delle risorse tra più clienti (multi-tenancy), elasticità rapida, servizio misurato (si paga quel che si usa). Tre modelli di servizio e quattro modelli di distribuzione completano il quadro.

Modello di servizioIl fornitore gestisceIl cliente gestisceEsempi
IaaS (Infrastructure as a Service)edifici, hardware, rete fisica, virtualizzazionesistema operativo, middleware, applicazioni, dati, accessimacchine virtuali, dischi, reti virtuali
PaaS (Platform as a Service)anche sistema operativo e piattaformacodice dell'applicazione, configurazione, dati, accessidatabase gestiti, piattaforme per applicazioni, funzioni serverless
SaaS (Software as a Service)l'intera applicazioneconfigurazione, dati, utenti e accessiposta, suite d'ufficio, gestione documentale

I modelli di distribuzione sono pubblico (infrastruttura condivisa di un fornitore), privato (dedicato a una sola organizzazione, anche se gestito da terzi), comunitario (condiviso da organizzazioni con esigenze comuni, come più istituzioni) e ibrido (due o più modelli collegati, con dati e applicazioni che si spostano tra loro). Il multi-cloud è l'uso di più fornitori pubblici: riduce la dipendenza da uno solo, ma moltiplica competenze, strumenti e superfici d'attacco.

La responsabilità condivisa

Il modello di responsabilità condivisa dice chi protegge che cosa. Il fornitore è responsabile della sicurezza del cloud (edifici, hardware, hypervisor); il cliente della sicurezza nel cloud. Dati, identità e accessi restano sempre del cliente, anche in SaaS. Gran parte degli incidenti nel cloud nasce da una configurazione sbagliata dal lato del cliente, non da un guasto del fornitore: un archivio di oggetti lasciato pubblico, una chiave d'accesso nel codice, permessi troppo larghi.

Errore comune

«È nel cloud, quindi il backup lo fa il fornitore.» Il fornitore garantisce la durabilità dell'infrastruttura, non che i tuoi dati si possano ripristinare dopo una cancellazione sbagliata o un ransomware. Backup, versioni e regole di conservazione si configurano: vedi RPO e RTO nel capitolo 3.

Architetture cloud native

Container
Un processo isolato che porta con sé applicazione e dipendenze in un'immagine e condivide il kernel dell'host; parte in secondi, si sposta tra ambienti senza modifiche.
un'immagine OCI eseguita da containerd
Kubernetes
L'orchestratore che distribuisce i container su un insieme di nodi: li raggruppa in pod, li riavvia se cadono, li scala, li espone come servizi, aggiorna senza interruzioni. Si dichiara lo stato desiderato e il sistema lo mantiene.
Deployment con tre repliche
Microservizi
Un'applicazione divisa in servizi piccoli, rilasciabili ognuno per conto suo, che comunicano via API. Più agilità, ma più rete, più osservabilità e più punti di guasto.
catalogo, carrello, pagamenti
Serverless
Il codice gira come funzione attivata da un evento; il fornitore gestisce tutto il resto e fattura per invocazione e tempo d'esecuzione.
una funzione che ridimensiona le immagini caricate
Service mesh
Uno strato che gestisce il traffico tra microservizi (cifratura reciproca, tentativi, metriche) senza toccare il loro codice.
un proxy accanto a ogni pod

L'infrastruttura si descrive come codice (IaC, capitolo 4), e un'applicazione progettata per il cloud segue principi noti come le dodici regole (twelve-factor app): configurazione nelle variabili d'ambiente, processi senza stato, log come flussi di eventi. Si progetta per il guasto: istanze in più zone di disponibilità (data center separati nella stessa regione), e repliche in un'altra regione quando serve resistere alla perdita di una regione intera.

Spostare un'applicazione nel cloud ha strategie con nomi propri, le «6 R»: rehost (lift and shift, così com'è), replatform (piccole modifiche, per esempio un database gestito), refactor (riscrivere in modo cloud native), repurchase (passare a un SaaS), retire (spegnere), retain (tenere dove sta).

Costi e FinOps

Nel cloud la spesa diventa operativa (OPEX) invece che d'investimento (CAPEX), e si decide ogni volta che qualcuno avvia una risorsa. Il FinOps è la pratica che rende i costi del cloud visibili e responsabili: informare (etichette su ogni risorsa, costi attribuiti ai progetti), ottimizzare (dimensionare bene, spegnere ciò che non serve, comprare impegni), operare (budget, allarmi, revisione continua).

Modo di acquistoCome funzionaQuando conviene
A consumo (on demand)prezzo pieno all'ora o al secondo, nessun impegnocarichi brevi o imprevedibili
Istanze riservate, piani di risparmioimpegno di uno o tre anni in cambio di uno sconto; si paga anche se non si usacarichi stabili, accesi quasi sempre
Capacità inutilizzata (spot)sconto forte, ma il fornitore può riprendersi la macchina con poco preavvisolavori interrompibili: elaborazioni batch, test

Laboratorio: a consumo o con impegno?

matematica reale · prezzi illustrativi

Un server costa a consumo una tariffa oraria; con l'impegno di un anno hai uno sconto ma paghi tutte le ore. Cambia per quante ore al giorno serve davvero.

Costo annuo a consumo
Costo annuo con impegno
Pareggio

Il pareggio non dipende dal prezzo: si raggiunge quando la quota di ore usate è pari a 1 meno lo sconto. Con uno sconto del 40% l'impegno conviene se il server è acceso più del 60% del tempo.

Sovranità, portabilità e regole europee

Per un'amministrazione europea la domanda non è solo «quanto costa», ma chi può accedere ai dati e secondo quale legge. Un fornitore soggetto a leggi di un paese terzo può essere obbligato a consegnare dati anche se sono conservati in Europa: per questo contano la localizzazione dei dati, la cifratura con chiavi gestite dal cliente (meglio se in un modulo hardware sotto il suo controllo), e chi gestisce le operazioni.

RiferimentoChe cosa dice al cloud
Data Act, Regolamento (UE) 2023/2854, capo VIdiritto di cambiare fornitore (switching): preavviso massimo di due mesi, migrazione entro 30 giorni, esportazione dei dati in formato strutturato; le spese di uscita per il trasferimento dei dati (egress) vanno eliminate del tutto dal 12 gennaio 2027
Certificazione europea della cybersicurezza (Regolamento (UE) 2019/881)lo schema per i servizi cloud (EUCS) è in preparazione presso ENISA; intanto valgono ISO/IEC 27001, 27017 e 27018 e gli schemi nazionali
NIS2 e DORAi fornitori di cloud sono soggetti essenziali per NIS2; nel settore finanziario DORA vigila sui fornitori ICT critici: vedi la guida AD 8, capitolo 12
GDPR e EUDPRil fornitore è un responsabile del trattamento con contratto ai sensi dell'art. 28 (art. 29 EUDPR); i trasferimenti fuori dallo Spazio economico europeo richiedono una base del capo V
Gaia-X e spazi di datiiniziativa per regole comuni di trasparenza e interoperabilità tra servizi cloud e di dati (capitolo 13)

La Commissione ha una propria strategia per il cloud («cloud ibrido» con servizi interni e contratti quadro con fornitori pubblici) e una strategia digitale che chiede soluzioni aperte, interoperabili e sicure. Le istituzioni comprano servizi cloud attraverso contratti quadro interistituzionali gestiti dalla DG DIGIT (capitolo 8).

Da ricordare · uscita prima dell'ingresso

Il piano di uscita si scrive prima di entrare: formati aperti, dati esportabili, servizi proprietari usati consapevolmente, stima dei costi e dei tempi di migrazione. Un cloud da cui non si può uscire è un lock-in a canone mensile.

Esercitazione: cloud

domande di allenamento

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Mappa concettuale · cloud
  • Cloud computing
    • servizio IaaS, PaaS, SaaS
      • sempre del cliente dati e accessi
    • distribuzione pubblico, privato, comunitario, ibrido
    • architettura container, Kubernetes, serverless
      • resilienza zone e regioni
    • costi FinOps
      • scelta consumo, impegno, spot
    • regole Data Act, NIS2, GDPR
In sintesi

Cinque caratteristiche, tre modelli di servizio, quattro di distribuzione. Il fornitore protegge il cloud, il cliente ciò che ci mette dentro. FinOps rende i costi visibili; il Data Act garantisce il diritto di cambiare fornitore.

10 · Reti aziendali e sicurezza di rete · mansioni 1–3 e 7 dell'Allegato II

Ogni pacchetto attraversa una pila di livelli, e ogni livello risponde a una sola domanda

Analogia · la lettera

Scrivi una lettera (applicazione), la metti in una busta con il numero dell'ufficio (trasporto, la porta), poi l'indirizzo della città (rete, l'indirizzo IP), e il postino la porta al prossimo ufficio postale (collegamento). Ogni livello aggiunge la sua busta e legge solo quella. È l'incapsulamento.

I modelli a livelli

OSITCP/IPDomanda a cui rispondeEsempiUnità, apparato
7 Applicazione · 6 Presentazione · 5 SessioneApplicazioneche cosa si dicono i programmiHTTP, DNS, SMTP, TLS (tra 5 e 6), SSHmessaggio · proxy, gateway applicativo
4 TrasportoTrasportoa quale programma, con quale affidabilitàTCP, UDP, QUICsegmento · firewall a stato
3 ReteInternetverso quale rete, per quale stradaIPv4, IPv6, ICMP, OSPF, BGPpacchetto · router
2 CollegamentoAccesso alla reteal prossimo apparato sullo stesso trattoEthernet, Wi-Fi, VLAN, ARPframe · switch
1 Fisicobit su un mezzorame, fibra, radiobit · cavo, ripetitore

Indirizzi IP e sottoreti

Un indirizzo IPv4 ha 32 bit, scritti in quattro numeri da 0 a 255. Con la notazione CIDR (Classless Inter-Domain Routing) il numero dopo la barra dice quanti bit iniziali identificano la rete; i bit restanti identificano l'host dentro la rete. In ogni sottorete il primo indirizzo è quello della rete e l'ultimo è il broadcast: nessuno dei due si assegna a un dispositivo.

Quanti host in una sottorete /26

bit per gli host=32 − 26 = 6
indirizzi=26 = 64maschera 255.255.255.192
host utilizzabili=26 − 2 = 62tolti rete e broadcast

Ogni bit in più nel prefisso dimezza la sottorete: /25 ha 126 host, /26 ne ha 62, /27 ne ha 30.

Laboratorio: calcola la sottorete

matematica reale

Scrivi un indirizzo IPv4 e scegli il prefisso: il laboratorio fa l'AND bit a bit con la maschera, come un router.

I prefissi /31 (collegamenti punto a punto) e /32 (un singolo host) seguono regole speciali e sono esclusi.

Gli indirizzi privati (RFC 1918) sono 10.0.0.0/8, 172.16.0.0/12 e 192.168.0.0/16: non sono instradati su Internet, e il NAT (Network Address Translation) li traduce in un indirizzo pubblico in uscita. Il NAT nasce dalla scarsità di indirizzi IPv4, non come misura di sicurezza. IPv6 ha 128 bit, scritti in otto gruppi esadecimali (2001:db8::1, dove «::» sostituisce una serie di zeri); una sottorete standard è /64, gli indirizzi si possono configurare da soli (SLAAC) e il NAT non serve più. Gli indirizzi si assegnano con DHCP (Dynamic Host Configuration Protocol); ARP trova l'indirizzo fisico (MAC) che corrisponde a un indirizzo IPv4 sulla rete locale.

TCP, UDP e i servizi di base

TCP affidabile
  • apre una connessione con la stretta di mano a tre vie: SYN, SYN-ACK, ACK
  • consegna in ordine, ritrasmette ciò che si perde
  • controllo di flusso e della congestione
  • web, posta, trasferimento di file, database
↔
UDP leggero
  • nessuna connessione, nessuna garanzia
  • meno latenza e meno intestazioni
  • l'applicazione gestisce le perdite, se le interessano
  • voce e video in tempo reale, DNS, streaming; QUIC (HTTP/3) costruisce affidabilità sopra UDP
ServizioPorta tipicaA che cosa serve
DNS53 UDP/TCPtraduce nomi in indirizzi; record A e AAAA (indirizzi), CNAME (alias), MX (posta), TXT; DNSSEC firma le risposte
HTTPS443 TCP (o UDP con HTTP/3)HTTP dentro TLS; TLS 1.3 negozia le chiavi con lo scambio Diffie-Hellman e autentica il server con un certificato
SSH22 TCPamministrazione remota cifrata
SMTP25, 587 TCPinvio della posta; SPF, DKIM e DMARC proteggono dalla falsificazione del mittente
LDAP, Kerberos389/636, 88directory e autenticazione nelle reti aziendali

Commutare e instradare

Uno switch inoltra i frame dentro una rete locale usando gli indirizzi MAC. Le VLAN (Virtual LAN, IEEE 802.1Q) dividono uno stesso switch in reti logiche separate: uffici, server, telefoni, ospiti. Tra VLAN diverse il traffico passa solo attraverso un router o un firewall, ed è lì che si applicano le regole: è la segmentazione. Il protocollo STP (Spanning Tree) evita i cicli che, al livello 2, farebbero girare i frame all'infinito.

Un router sceglie la strada di ogni pacchetto confrontando l'indirizzo di destinazione con la sua tabella di instradamento; vince la voce con il prefisso più lungo che corrisponde. Le tabelle si riempiono a mano (instradamento statico) o con protocolli dinamici:

ProtocolloDoveCome decide
OSPF (Open Shortest Path First)dentro un'organizzazione (IGP, Interior Gateway Protocol)stato dei collegamenti: ogni router conosce la mappa e calcola il percorso più breve con l'algoritmo di Dijkstra, pesando i collegamenti con un costo
BGP (Border Gateway Protocol)tra sistemi autonomi, cioè l'Internet (EGP)vettore di percorso: annunci di prefissi con la lista dei sistemi autonomi attraversati, scelti secondo politiche commerciali; un annuncio sbagliato può dirottare il traffico di mezzo mondo

Reti geografiche, accesso remoto, prestazioni

MPLS
Multiprotocol Label Switching: rete privata dell'operatore che inoltra i pacchetti per etichette, con qualità del servizio garantita; costosa e rigida.
collegamento tra le sedi di un'agenzia
SD-WAN
Software-Defined WAN: un controllore centrale usa più collegamenti (MPLS, Internet, 5G) e sceglie per ogni applicazione il migliore, con politiche centralizzate.
la videoconferenza va sul collegamento con meno perdite
VPN
Virtual Private Network: un tunnel cifrato su una rete pubblica, tra sedi (site-to-site, spesso IPsec) o per un utente remoto (spesso TLS o WireGuard).
telelavoro
SASE
Secure Access Service Edge: SD-WAN e servizi di sicurezza (proxy, firewall, accesso zero trust) erogati dal cloud vicino all'utente.
accesso alle applicazioni senza passare dalla sede
Bilanciatore di carico
Distribuisce le richieste su più server; al livello 4 per indirizzo e porta, al livello 7 per contenuto (URL, intestazioni). Controlla lo stato dei server e toglie quelli guasti.
tre server web dietro un indirizzo
CDN
Content Delivery Network: copie dei contenuti in server vicini agli utenti; meno latenza e protezione dagli attacchi di saturazione (DDoS).
il sito di un'istituzione durante un evento

Le prestazioni di rete si misurano in banda (quanti bit al secondo), latenza (quanto impiega un pacchetto), jitter (quanto varia la latenza) e perdita di pacchetti. Più banda non riduce la latenza: la latenza dipende soprattutto dalla distanza e dagli apparati attraversati. La qualità del servizio (QoS) dà priorità al traffico sensibile, come la voce. Le istituzioni e le amministrazioni nazionali si scambiano dati sulla rete protetta TESTA (Trans European Services for Telematics between Administrations), gestita dalla Commissione.

Il SDN (Software-Defined Networking) separa il piano di controllo (dove si decide) dal piano dei dati (dove si inoltra), così la rete si programma da un controllore centrale; è la base di SD-WAN e delle reti virtuali del cloud.

Sicurezza di rete

Per la rete in particolare: una DMZ (zona demilitarizzata) isola i servizi esposti a Internet dalla rete interna; la microsegmentazione applica regole tra singoli carichi di lavoro, non solo tra reti; il NAC (Network Access Control, con IEEE 802.1X) ammette un dispositivo sulla rete solo dopo averlo autenticato e verificato. Gli attacchi tipici sono la saturazione (DDoS), l'intercettazione sulla rete locale (ARP spoofing), il dirottamento DNS e BGP, la scansione delle porte esposte.

Errore comune

Considerare il NAT o la VPN come un firewall. Il NAT nasconde gli indirizzi ma non filtra per politica; la VPN cifra il canale ma, se è aperta su tutta la rete interna, porta l'utente remoto, e un eventuale aggressore con lui, dentro il perimetro.

Esercitazione: reti

domande di allenamento

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Mappa concettuale · reti
  • Rete aziendale
    • a livelli OSI, TCP/IP
      • trasporto TCP o UDP
    • indirizzi IPv4 CIDR, IPv6
      • privati NAT
    • locale switch, VLAN
    • instradamento OSPF dentro, BGP fuori
    • geografica MPLS, SD-WAN, VPN, TESTA
    • protezione segmentazione, DMZ, zero trust
In sintesi

Il router lavora al livello 3, lo switch al 2. Un /26 ha 62 host. TCP è affidabile, UDP leggero. OSPF instrada dentro un'organizzazione, BGP tra organizzazioni. SD-WAN sceglie il collegamento per applicazione; la segmentazione limita dove può arrivare un aggressore.

Settore 4

Data science

11 · Ingegneria dei dati, architettura dei dati, tecnologie semantiche, API · mansioni 1, 3, 4 e 5 dell'Allegato II

Prima di analizzare i dati bisogna portarli, pulirli e dare loro un significato che anche una macchina capisca

Nei progetti reali la maggior parte del tempo di un data scientist va nel portare i dati dove servono, in una forma affidabile. Il bando lo chiede esplicitamente: ingegneria dei dati, architettura dei dati e tecnologie semantiche, API. In più c'è il calcolo ad alte prestazioni, già spiegato nel capitolo 5.

Pipeline: ETL, ELT, batch e flussi

Sorgentidatabase, file, API, sensori
→ingestione
Grezzocopia fedele
→pulizia
Pulitotipi, duplicati, chiavi
→modellazione
Pronto all'usotabelle per analisi e modelli

Nell'ETL (Extract, Transform, Load) i dati si trasformano prima di caricarli nella destinazione; nell'ELT si caricano grezzi e si trasformano dentro la destinazione, sfruttandone la potenza di calcolo. L'ELT è diventato comune con i data warehouse nel cloud e strumenti come dbt, che versionano le trasformazioni come codice. Lo schema a strati grezzo, pulito, pronto all'uso è chiamato spesso architettura medallion (bronzo, argento, oro).

L'elaborazione batch lavora su blocchi di dati a intervalli (ogni notte); quella in streaming lavora su ogni evento appena arriva, con latenze di secondi. Il Change Data Capture (CDC) legge il registro delle modifiche di un database e trasmette ogni inserimento o aggiornamento come evento, senza appesantire il sistema di origine.

StrumentoRuolo
Apache Sparkmotore di calcolo distribuito in memoria, per batch e streaming, con API in SQL, Python, Scala
Apache Kafkaregistro distribuito di eventi: i produttori scrivono su topic divisi in partizioni, i consumatori leggono al loro ritmo; gli eventi restano per un periodo configurato
Apache Airfloworchestratore: descrive la pipeline come un grafo di attività (DAG, grafo aciclico diretto), la pianifica, la riprova se fallisce
Parquet, Avroformati di file: Parquet è colonnare e compresso, ottimo per l'analisi; Avro è per righe, con lo schema incluso, adatto ai flussi
Delta Lake, Apache Icebergformati di tabella sopra i file di un data lake che aggiungono transazioni ACID, versioni e viaggi nel tempo

Data warehouse, data lake, lakehouse, data mesh

ArchitetturaChe cosa contieneSchemaPunto forte, punto debole
Data warehousedati strutturati, integrati, storicizzati per l'analisiallo scrivere (schema on write)dati affidabili e query veloci; rigido e costoso per dati nuovi o non strutturati
Data lakequalsiasi dato, anche grezzo e non strutturato, su storage economicoal leggere (schema on read)flessibile ed economico; senza governance diventa una «palude di dati»
Lakehouseun data lake con formati di tabella transazionalientrambiunisce costo del lake e affidabilità del warehouse
Data meshnon una tecnologia: un modello organizzativoper dominioi dati sono prodotti curati dal dominio che li conosce, su una piattaforma self-service e con una governance federata

Nel warehouse i dati si modellano spesso con lo schema a stella: una tabella dei fatti al centro con le misure (importo, quantità) e le chiavi verso le tabelle delle dimensioni (tempo, prodotto, luogo) che servono a filtrare e raggruppare. Se le dimensioni sono a loro volta normalizzate si parla di schema a fiocco di neve. Il warehouse è OLAP (analisi su molti dati, poche scritture); il database delle applicazioni è OLTP (molte piccole transazioni), spiegato nella guida sulle transazioni.

Da ricordare · qualità dei dati

Le dimensioni classiche della qualità sono completezza, accuratezza, coerenza, tempestività, validità (rispetto di formato e regole) e unicità. Si controllano con test automatici in ogni pipeline, e un dato che non passa i test si ferma, non scivola a valle. La lineage (provenienza) registra da dove viene ogni dato e quali trasformazioni ha subito.

Tecnologie semantiche e dati collegati

Le tecnologie semantiche descrivono i dati in modo che il significato sia esplicito e condiviso tra sistemi diversi. La base è RDF (Resource Description Framework): ogni informazione è una tripla soggetto, predicato, oggetto, e ogni cosa è identificata da un URI. Un insieme di triple forma un grafo di conoscenza.

eli:reg/2023/2854soggetto
→predicato
eli:date_documentproprietà
→oggetto
"2023-12-13"valore
StandardChe cosa fa
RDF, Turtle, JSON-LDil modello a triple e due modi di scriverlo
RDFS, OWLvocabolari e ontologie: classi, proprietà, gerarchie, vincoli logici da cui un ragionatore deduce fatti nuovi
SKOStesauri e classificazioni: concetti, termini preferiti e alternativi, relazioni più ampio e più specifico
SPARQLil linguaggio di interrogazione dei grafi RDF, con schemi di triple da far corrispondere
SHACLregole di validazione: quali proprietà un dato deve avere, di che tipo

L'Unione usa questi standard ovunque. EuroVoc è il tesauro multilingue dell'Unione, in SKOS; ELI (European Legislation Identifier) dà un URI stabile a ogni atto legislativo, come i link di questa guida; ECLI fa lo stesso per le sentenze; il CELLAR dell'Ufficio delle pubblicazioni conserva le pubblicazioni ufficiali come grafo RDF interrogabile con SPARQL. DCAT-AP è il profilo europeo per descrivere i cataloghi di dati, usato dal portale data.europa.eu; i Core Vocabularies di SEMIC definiscono in modo comune persona, impresa, indirizzo, servizio pubblico. Il Regolamento sull'Europa interoperabile (Regolamento (UE) 2024/903) ha reso strutturale la cooperazione sull'interoperabilità delle amministrazioni.

Analogia · tabella o grafo

Una tabella risponde bene alle domande previste quando è stata disegnata. Un grafo risponde anche a quelle nuove, perché le relazioni sono dati, non colonne fissate in anticipo: aggiungere «questo atto modifica quell'altro» è aggiungere una tripla, non ridisegnare lo schema.

API per dati e modelli

StileCome funzionaQuando
RESTrisorse identificate da URL, metodi HTTP con un significato: GET legge, POST crea, PUT sostituisce, PATCH modifica, DELETE cancella; senza stato tra una richiesta e l'altra; descritto con OpenAPIlo standard per esporre dati e servizi
GraphQLun solo punto d'accesso; il client chiede esattamente i campi che vuoleinterfacce con molti dati collegati
gRPCchiamate remote binarie su HTTP/2 con contratti Protocol Bufferscomunicazione veloce tra servizi interni
Webhook, eventiil servizio avvisa il client quando succede qualcosaintegrazioni asincrone

Un metodo è idempotente se ripeterlo dà lo stesso risultato: GET, PUT e DELETE lo sono, POST no; per questo un client può riprovare un PUT dopo un errore di rete, ma un POST va protetto con una chiave di idempotenza. Una buona API ha versioni, paginazione, codici di stato corretti (2xx successo, 4xx errore del client, 5xx del server; 429 troppe richieste), autenticazione con OAuth 2.0 e limiti di frequenza. Per esporre un modello si usano le stesse regole: vedi il servizio di inferenza nella guida su AI engineering e il ciclo MLOps nel capitolo 13.

Esercitazione: ingegneria e architettura dei dati

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Mappa concettuale · dati dall'origine all'uso
  • Piattaforma dei dati
    • movimento ETL, ELT, batch, streaming
      • strumenti Spark, Kafka, Airflow
    • deposito warehouse, lake, lakehouse
      • modello schema a stella
    • significato RDF, OWL, SKOS, SPARQL
      • nell'Unione EuroVoc, ELI, DCAT-AP
    • accesso REST, GraphQL, OpenAPI
In sintesi

ETL trasforma prima, ELT dopo. Warehouse: schema allo scrivere; lake: schema al leggere; lakehouse: tutti e due. RDF descrive tutto a triple, SPARQL le interroga, SKOS fa i tesauri come EuroVoc. REST usa i metodi HTTP; GET, PUT e DELETE sono idempotenti.

12 · Statistica e analisi dei dati · mansione 2 dell'Allegato II

Una differenza nei dati non è ancora un fatto: la statistica dice quanto potrebbe essere solo caso

Qui si aggiunge ciò che la guida sul machine learning dà per scontato: descrivere i dati, stimare con un margine d'errore, verificare un'ipotesi, distinguere correlazione e causa.

Descrivere i dati

Media, mediana, moda
La media somma e divide; la mediana è il valore centrale e non si lascia spostare dai valori estremi; la moda è il valore più frequente.
redditi: media molto sopra la mediana
Varianza, deviazione standard
Quanto i valori si allontanano dalla media; la deviazione standard è la radice della varianza, nella stessa unità dei dati.
tempi di risposta 200 ± 40 ms
Quantili, scarto interquartile
Il 25°, 50° e 75° percentile dividono i dati in quarti; la distanza tra il primo e il terzo quartile (IQR) misura la dispersione in modo robusto. Il diagramma a scatola (box plot) li disegna.
p95 della latenza
Asimmetria
Una coda lunga a destra (asimmetria positiva) tira la media sopra la mediana.
durate delle chiamate
Errore comune

Riassumere con la media dati molto asimmetrici. Con una coda lunga la mediana dice di più sul caso tipico, e per i livelli di servizio si guardano i percentili alti (p95, p99), non la media.

Campioni, stime, intervalli

Quasi sempre si osserva un campione e si vuole dire qualcosa sulla popolazione. Il teorema del limite centrale dice che la media di un campione abbastanza grande si distribuisce quasi come una normale attorno alla media vera, qualunque sia la forma dei dati, con una dispersione che cala come la radice della numerosità: l'errore standard.

Intervallo di confidenza al 95% per una proporzione

errore standard=√p(1 − p) n = √0,40 × 0,60 1.000 ≈ 0,0155400 «sì» su 1.000 risposte
margine=1,96 × 0,0155 ≈ 0,0301,96 è il quantile della normale per il 95%
intervallo=40% ± 3 punti, cioè da 37% a 43%

Per dimezzare il margine serve un campione quattro volte più grande.

Un intervallo di confidenza al 95% non vuol dire «c'è il 95% di probabilità che il valore vero stia qui dentro»: vuol dire che il metodo, ripetuto su molti campioni, produce intervalli che contengono il valore vero nel 95% dei casi. Il campione deve essere casuale: un campione distorto (per esempio solo chi risponde volentieri a un sondaggio) dà intervalli stretti attorno al valore sbagliato.

Verificare un'ipotesi

Un test d'ipotesi parte dall'ipotesi nulla H0 (nessuna differenza, nessun effetto) e calcola il valore p: la probabilità di osservare dati almeno così estremi se H0 fosse vera. Se p è sotto la soglia α scelta prima (di solito 0,05), si rifiuta H0. Il valore p non è la probabilità che H0 sia vera, e un risultato «non significativo» non dimostra che l'effetto non esista.

H0 vera (nessun effetto)H0 falsa (effetto reale)
Rifiuto H0errore di I tipo (falso positivo), probabilità αgiusto: potenza 1 − β
Non rifiuto H0giustoerrore di II tipo (falso negativo), probabilità β

La potenza cresce con la dimensione del campione e con la grandezza dell'effetto: prima di un esperimento si calcola quanti dati servono per vedere l'effetto minimo che interessa. Fare molti test aumenta i falsi positivi (con 20 test indipendenti a α = 0,05 ci si aspetta un risultato «significativo» per caso): la correzione di Bonferroni divide α per il numero di test. Test comuni: t di Student per confrontare medie, z per proporzioni con campioni grandi, chi quadrato per tabelle di frequenze, test non parametrici (Mann-Whitney) quando i dati non sono normali.

Laboratorio: il nuovo modulo funziona meglio?

matematica reale · test z su due proporzioni

Un servizio online prova due versioni di un modulo (test A/B). Imposta visitatori e completamenti di ciascuna e la soglia α; il laboratorio calcola il test a due code.

Differenza B − A
Statistica z
Valore p
Intervallo al 95% della differenza

Il test z usa l'approssimazione normale, valida quando completamenti e abbandoni sono almeno una decina per gruppo. La soglia va fissata prima di guardare i dati, e il test va fermato alla numerosità prevista: guardare ogni giorno e fermarsi al primo p sotto 0,05 gonfia i falsi positivi.

Relazioni tra variabili

Il coefficiente di correlazione di Pearson r va da −1 a +1 e misura quanto due variabili stanno su una retta; r = 0 non esclude una relazione non lineare. La regressione lineare stima di quanto cambia la risposta per ogni unità di una variabile, a parità delle altre; R² dice quale quota della variabilità è spiegata dal modello. Il metodo dei minimi quadrati e la discesa del gradiente sono nella guida sul machine learning.

Da ricordare · correlazione non è causa

Due variabili possono muoversi insieme perché una causa l'altra, perché l'altra causa la prima, perché una terza (un confondente) le muove entrambe, o per caso. Solo un esperimento randomizzato separa in modo pulito la causa; con dati osservati si usano metodi come differenze nelle differenze, variabili strumentali, discontinuità di regressione, abbinamento per punteggio di propensione. Il paradosso di Simpson mostra che una tendenza nei gruppi può rovesciarsi nei dati aggregati.

Serie storiche e ragionamento bayesiano

Una serie storica si scompone in tendenza, stagionalità (cicli regolari: settimanali, annuali) e residuo. Molti modelli richiedono che sia stazionaria (media e varianza costanti), e la si rende tale con le differenze. Strumenti tipici: medie mobili, livellamento esponenziale, modelli ARIMA (autoregressivi, integrati, a media mobile). Per valutare una previsione si usa una divisione temporale: si addestra sul passato, si verifica sul futuro, mai mescolando a caso.

Il teorema di Bayes aggiorna una probabilità alla luce di un'osservazione: probabilità a posteriori proporzionale a verosimiglianza per probabilità a priori. È la base dei filtri antispam e del ragionamento sui test diagnostici.

Bayes: un allarme su mille

dati:1 transazione su 1.000 è fraudolenta; il sistema ne segnala il 99%, ma segnala anche il 2% di quelle regolari
P(frode | allarme)=0,99 × 0,001 0,99 × 0,001 + 0,02 × 0,999 = 0,00099 0,02097
risultato≈4,7%più di 95 allarmi su 100 sono falsi

Quando l'evento è raro, anche un test molto sensibile produce soprattutto falsi positivi: è la fallacia della probabilità di base.

Esercitazione: statistica

domande di allenamento

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Mappa concettuale · statistica
  • Dai dati alle conclusioni
    • descrivere media, mediana, percentili
    • stimare errore standard, intervallo
      • perché funziona limite centrale
    • verificare valore p, α, potenza
      • errori I tipo, II tipo
    • spiegare regressione, causalità
    • nel tempo tendenza, stagionalità, ARIMA
    • aggiornare Bayes
In sintesi

L'errore standard cala come 1/√n. Il valore p è la probabilità dei dati se non c'è effetto, non la probabilità che non ci sia effetto. α è il rischio di falso positivo, β di falso negativo. La correlazione non è causa; con eventi rari prevalgono i falsi allarmi.

13 · MLOps, visualizzazione, governance dei dati · mansioni 6–8 dell'Allegato II

Un'analisi vale quanto la fiducia che ispira: si mette in produzione, si mostra onestamente, si governa per legge

MLOps e automazione

Per un data scientist l'automazione comincia prima del modello: pipeline riproducibili (stesso codice, stessi dati, stesso risultato), ambienti dichiarati (container, file delle dipendenze bloccate), notebook usati per esplorare ma non come codice di produzione, test sui dati oltre che sul codice. Il resto, dal registro dei modelli al monitoraggio, è nella guida AD 8 linkata sopra, che vale identico per questo settore.

Visualizzazione e comunicazione

Un grafico serve a far vedere un confronto. La scelta segue la domanda: confronto tra categorie → barre; andamento nel tempo → linee; relazione tra due variabili → dispersione (scatter); distribuzione → istogramma o box plot; parte del tutto → barre in pila o, con pochissime parti, una torta; dati geografici → mappa coropletica, con valori normalizzati per popolazione o superficie.

I principi più citati vengono da Edward Tufte: massimizzare il rapporto dati/inchiostro (togliere decorazioni, griglie pesanti, effetti 3D), evitare il chartjunk, mostrare i dati nel loro contesto. In più: titoli che dicono la conclusione, unità esplicite, colori accessibili a chi non distingue rosso e verde, incertezza mostrata (intervalli, bande) quando conta.

Laboratorio: lo stesso dato, due impressioni

grafico reale · dati illustrativi

Due servizi hanno una soddisfazione del 71% e del 75%. Sposta l'inizio dell'asse verticale e guarda quanto sembra grande la differenza.

Per le barre l'asse deve partire da zero, perché l'occhio confronta le lunghezze. Per le linee, che si leggono per pendenza, un asse che non parte da zero è accettabile se è dichiarato.

Strumenti comuni sono le librerie Python (matplotlib, seaborn, plotly), R con ggplot2 e gli strumenti di business intelligence per i cruscotti. Un cruscotto utile ha pochi indicatori, ciascuno con un riferimento (obiettivo, periodo precedente), e lascia approfondire il dettaglio. Per comunicare a un pubblico non tecnico si parte dalla conclusione e dalla decisione che richiede, poi i numeri che la sostengono, poi i limiti: è anche la struttura giusta per la prova scritta del concorso.

Governance dei dati e regole europee

La governance dei dati stabilisce chi decide sui dati, con quali regole e responsabilità: il proprietario (data owner) risponde di un dominio, lo steward cura qualità e definizioni, il custode (custodian) gestisce la tecnologia. Gli strumenti sono un catalogo dei dati con metadati e glossario, la classificazione per sensibilità, la lineage, le politiche di conservazione. I dati della ricerca e del settore pubblico seguono spesso i principi FAIR: reperibili (Findable), accessibili, interoperabili, riutilizzabili.

AttoChe cosa regolaDa ricordare
GDPR, Regolamento (UE) 2016/679, ed EUDPR, Regolamento (UE) 2018/1725 per le istituzionii dati personaliprincipi, basi giuridiche, diritti, DPIA: vedi la guida AD 8, capitolo 6; anonimizzazione e pseudonimizzazione sono cose diverse (i dati pseudonimizzati restano personali)
Direttiva sui dati aperti, Direttiva (UE) 2019/1024il riutilizzo dei dati del settore pubblicoi dati di elevato valore (Regolamento di esecuzione (UE) 2023/138: geospaziali, osservazione della Terra e ambiente, meteorologici, statistici, imprese, mobilità) vanno resi disponibili gratis, in formato leggibile da macchina e via API
Data Governance Act, Regolamento (UE) 2022/868, applicabile dal 24 settembre 2023la condivisione di datiriutilizzo di dati pubblici protetti (riservatezza, segreti, dati personali) in ambienti sicuri; intermediari di dati neutrali e registrati; altruismo dei dati; il Comitato europeo per l'innovazione in materia di dati
Data Act, Regolamento (UE) 2023/2854, applicabile dal 12 settembre 2025l'accesso ai dati e il loro valoregli utenti di prodotti connessi accedono ai dati che generano e possono condividerli con terzi; clausole abusive vietate nei contratti tra imprese; accesso degli enti pubblici in caso di necessità eccezionale; cambio di fornitore cloud (capitolo 9)
Spazi comuni europei di datiecosistemi settoriali di condivisioneil primo con un regolamento proprio è lo spazio europeo dei dati sanitari (Regolamento (UE) 2025/327); altri riguardano mobilità, energia, agricoltura, finanza, pubblica amministrazione
AI Act, Regolamento (UE) 2024/1689, art. 10i dati per addestrare sistemi ad alto rischiopertinenti, rappresentativi, per quanto possibile senza errori e completi, con esame delle distorsioni: vedi la guida AD 8, capitolo 5
Da ricordare · tre atti, tre verbi

La direttiva sui dati aperti fa riutilizzare i dati pubblici; il Data Governance Act crea la fiducia per condividere (intermediari, altruismo, dati protetti); il Data Act dà il diritto di accesso ai dati generati dai prodotti e di cambiare fornitore cloud. Nessuno dei tre deroga al GDPR: quando i dati sono personali, il GDPR continua ad applicarsi.

Da verificare prima della prova

Nel novembre 2025 la Commissione ha proposto il Digital Omnibus, che tra l'altro riunisce nel Data Act alcune regole del Data Governance Act e della direttiva sui dati aperti e modifica il GDPR. Controlla su EUR-Lex lo stato dell'iter: questa guida descrive le norme in vigore.

Esercitazione: MLOps, visualizzazione, governance

domande di allenamento

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Mappa concettuale · dati affidabili
  • Dati che si possono usare
    • in produzione MLOps
      • vedi guida AD 8, MLOps
    • da mostrare grafico scelto per la domanda
      • regola barre da zero
    • da governare owner, steward, catalogo
    • per legge dati aperti, DGA, Data Act
      • sempre GDPR
In sintesi

MLOps è lo stesso dell'AD 8. Il grafico si sceglie dalla domanda, e le barre partono da zero. Direttiva sui dati aperti per riutilizzare, Data Governance Act per condividere con fiducia, Data Act per accedere e cambiare fornitore; il GDPR resta sopra tutti.

Riepilogo

Ogni mansione dell'Allegato II, e dove si studia

guide vuol dire che l'argomento è già spiegato a fondo in un'altra guida di Explorables; qui che è spiegato in questa guida; da completare che conviene integrarlo con le fonti ufficiali.

MansioneDoveCopertura
Infrastruttura ICT
Data center, server, virtualizzazione, storage, postazioni di lavorocapitolo 3qui
Database e sistemi di gestione dei daticapitolo 2 → transazioniguide
Backup, disponibilità, continuità operativacapitolo 3, capitolo 4qui
Servizi gestiti, ITIL, livelli di serviziocapitolo 4qui
DevSecOps, automazione, infrastruttura come codicecapitolo 4qui
Sicurezza dell'infrastrutturacapitolo 2 → epso-ad8guide
HPC e tecnologie quantistichecapitolo 5qui
Gestione di progetti ICT
Progetti, programmi, portafogli; metodi e governancecapitolo 6qui da completare con la PM² Guide
Stime, pianificazione, monitoraggio, rischi, qualità, cambiamenticapitolo 7qui
Metodi agilicapitolo 8qui
Appalti, contratti, fornitoricapitolo 8qui da completare con il regolamento finanziario
Cloud e reti
Modelli e architetture cloud, container, migrazionecapitolo 9qui
Costi, fornitori, sovranità, normativacapitolo 9qui
Progettazione e gestione delle reti, protocolli, WANcapitolo 10qui
Sicurezza di retecapitolo 10 → epso-ad8guide qui
Data science
Statistica avanzata e analisi quantitativacapitolo 12 → machine-learningguide qui
Ingegneria dei daticapitolo 11qui
Architettura dei dati e tecnologie semantichecapitolo 11qui
Calcolo ad alte prestazionicapitolo 5qui
Integrazione dei dati e APIcapitolo 11 → ai-engineeringqui
MLOps e automazionecapitolo 13 → epso-ad8guide
Analisi e visualizzazionecapitolo 13qui
Governance dei dati e comunicazionecapitolo 13qui da completare con lo stato del Digital Omnibus