Concorso EPSO/AD/430/26 · guida di preparazione

Trenta domande in quaranta minuti: che cosa bisogna sapere per l'AD 8 in intelligenza artificiale e cybersecurity

Il bando EPSO (European Personnel Selection Office, l'ufficio europeo di selezione del personale) C/2026/4668 cerca amministratori di grado AD 8 in due settori, intelligenza artificiale e cybersecurity, e non pubblica un programma d'esame: dice solo che la prova di settore è «specifica per il settore» e descrive le mansioni nell'Allegato II. Questa guida trasforma quelle mansioni in argomenti di studio. Per ciò che le altre guide di Explorables spiegano già, trovi il collegamento diretto al capitolo e i punti da saper riconoscere in una domanda; per ciò che manca, il contenuto è scritto qui. Ogni capitolo finisce con un'esercitazione a scelta multipla.

1 · Il concorso

Conta una sola prova: trenta domande del proprio settore, e chi ne sbaglia meno entra

Il concorso EPSO/AD/430/26 seleziona amministratori di grado AD 8: un livello che richiede esperienza professionale, non un primo impiego. I candidati idonei cercati sono 240 per l'intelligenza artificiale e 254 per la cybersecurity, e si può scegliere un solo settore. Le domande si sono chiuse il 13 ottobre 2026; tutte le prove si svolgono a distanza, con sorveglianza.

Le prove sono cinque, ma solo una decide la graduatoria. Le altre quattro sono a soglia: o le superi, o sei fuori, ma un punto in più non ti fa salire.

ProvaLinguaDomande e tempoSogliaA che cosa serve
Ragionamento verbalelingua 120 in 35 min10/20idoneità
Ragionamento numericolingua 110 in 20 min10/20 sommatiidoneità
Ragionamento astrattolingua 110 in 10 minidoneità
Prova di settore (a scelta multipla)lingua 230 in 40 min15/30graduatoria
EUFTE (EU Foundations Test Essay, tema su questioni europee)lingua 21 tema in 40 min5/10idoneità

La graduatoria si forma con il solo punteggio della prova di settore, tra chi ha superato tutte le soglie. Il tema viene corretto solo per i candidati in testa (in linea di principio fino a circa una volta e mezza il numero dei posti) e serve a superare l'idoneità. Quindi l'unico punto dove lo studio si trasforma in posizione è la prova di settore.

Ottanta secondi a domanda

Trenta domande in quaranta minuti lasciano poco più di un minuto a testa. È il ritmo di chi riconosce la risposta, non di chi la ricostruisce ragionando da zero.

Il tempo per domanda

tempo per domanda=40 min × 60 s 30 domande
=80 secondi

Con la soglia a 15/30, servono almeno metà delle risposte giuste; per entrare nei primi 240 o 254 ne servono molte di più.

Come studiare con questa guida

Per ogni argomento impara la distinzione che una domanda può chiedere: chi è il fornitore e chi il deployer, quando un sistema è ad alto rischio, che differenza c'è tra deriva dei dati e deriva del concetto, tra 24 e 72 ore nelle notifiche. Le domande a scelta multipla vivono di queste coppie.

Dall'Allegato II agli argomenti

Il bando descrive le mansioni del settore in categorie. Per l'intelligenza artificiale sono tre: costruire e gestire soluzioni di AI dall'inizio alla fine; garantirne un uso conforme e verificabile; seguire le politiche sull'AI e la loro applicazione. Per la cybersecurity sono cinque: rischio e garanzia; architettura e tecnologia; operazioni e risposta agli incidenti; governance, politiche e coordinamento; sensibilizzazione, competenze e consulenza (compresi identità digitale, firme elettroniche e servizi fiduciari).

I capitoli seguono le stesse categorie. La tabella del riepilogo dice, voce per voce, dove si studia ciascuna.

Attenzione

Le esercitazioni di questa guida sono scritte per allenare, non sono domande ufficiali EPSO. Le date e gli articoli delle norme sono quelli in vigore al momento della stesura (ottobre 2026): prima della prova controlla su EUR-Lex che nel frattempo non siano cambiati.

Mappa concettuale · il concorso
  • EPSO/AD/430/26
    • ha due settori AI e cybersecurity
      • se ne sceglie uno solo
    • a soglia ragionamento ed EUFTE
      • servono a restare in gara
    • fa la graduatoria prova di settore
      • ritmo 80 secondi a domanda
      • argomenti da Allegato II riepilogo
In sintesi

Cinque prove, una sola che conta per la posizione: 30 domande di settore in 40 minuti, soglia 15. Si studia per riconoscere distinzioni in fretta.

Parte prima

Intelligenza artificiale

2 · Le basi tecniche dell'AI · categoria 1 dell'Allegato II

Architetture, addestramento, inferenza, RAG e agenti sono già spiegati: qui c'è dove, e che cosa una domanda ti può chiedere

La prima categoria di mansioni chiede di conoscere architetture, algoritmi e pattern di progettazione, di saper scegliere e ottimizzare un modello, e di lavorare con l'AI generativa, la RAG (Retrieval-Augmented Generation, generazione aumentata dal recupero di documenti) e l'AI agentica. Sono gli argomenti che le altre guide di Explorables trattano a fondo, con laboratori. Per ognuno trovi i collegamenti ai capitoli e le affermazioni da saper riconoscere come vere o false.

Machine learning: i fondamenti

Reti neurali e transformer

Addestramento e adattamento

Inferenza: costo, latenza, ottimizzazione

AI generativa: RAG, agenti, valutazione

Esercitazione: le basi tecniche

domande di allenamento

Rispondi a ogni domanda e leggi la spiegazione: se sbagli, segui il collegamento del riquadro corrispondente.

Mappa concettuale · basi tecniche
  • Soluzione di AI
    • poggia su modello addestrato
      • fasi pre-training, SFT, preferenze
      • architettura transformer, MoE
    • costa in inferenza
      • si riduce con quantizzazione, cache, batching
    • si arricchisce con RAG e tool
      • in ciclo diventa agente
    • si controlla con valutazione
      • giudice verificato con kappa di Cohen
In sintesi

La parte tecnica dell'AI è già nelle guide: per l'esame conta saper distinguere fasi di addestramento, architetture, costi di inferenza, RAG contro fine-tuning, workflow contro agente.

3 · MLOps e ciclo di vita · categoria 1 dell'Allegato II

Un modello invecchia anche se nessuno lo tocca: MLOps è il modo di accorgersene e di rimetterlo in pari

Esempio · il modello delle frodi

Una banca addestra nel 2024 un modello che riconosce i pagamenti fraudolenti, e funziona. Nel 2026 i truffatori hanno cambiato tecnica, i clienti pagano più spesso dal telefono, gli importi medi sono saliti. Il codice del modello è identico, ma il mondo che descrive non lo è più: senza qualcuno che misuri, il modello sbaglia sempre di più e nessuno se ne accorge.

Il software tradizionale si guasta quando cambia il codice. Un modello di machine learning si guasta anche quando cambiano i dati. MLOps (Machine Learning Operations) è l'insieme di pratiche che porta un modello dalla sperimentazione alla produzione e lo tiene sotto controllo: versionare dati, codice e modelli insieme, automatizzare addestramento e rilascio, misurare in continuo. È l'equivalente di DevOps per sistemi in cui una parte del comportamento viene dai dati.

Il ciclo di vita, passo per passo

  1. Definire il problema e la metrica che dice se il modello serve (non solo l'accuratezza: il costo di un falso negativo, la latenza accettabile).
  2. Raccogliere e preparare i dati: pulizia, etichette, divisione in addestramento, validazione e test.
  3. Sperimentare: addestrare varianti, registrando per ognuna dati, codice, iperparametri e risultati.
  4. Valutare su dati mai visti e contro soglie di accettazione decise prima.
  5. Rilasciare con una strategia che limiti i danni se il modello nuovo è peggiore.
  6. Monitorare prestazioni, dati in ingresso e costi; quando qualcosa deriva, riaddestrare e ricominciare dal passo 3.

Il ciclo è un anello, non una linea: il monitoraggio produce i dati e i segnali per la versione successiva. È la stessa idea che l'AI Act rende obbligatoria per i sistemi ad alto rischio con il sistema di gestione del rischio «per l'intero ciclo di vita» e il monitoraggio successivo all'immissione sul mercato (vedi il capitolo 5).

Dati: qualità, divisione, fughe di informazione

La qualità dei dati si descrive con alcune dimensioni ricorrenti: completezza (mancano valori?), accuratezza (i valori sono veri?), coerenza (lo stesso fatto ha lo stesso valore in sistemi diversi?), tempestività (sono aggiornati?), unicità (ci sono duplicati?) e validità (rispettano formato e regole?). Nei sistemi ad alto rischio l'AI Act chiede dati di addestramento pertinenti, sufficientemente rappresentativi e, per quanto possibile, esenti da errori e completi (articolo 10).

I dati si dividono in tre parti: addestramento (il modello impara), validazione (si scelgono iperparametri e varianti), test (si misura una volta sola, alla fine). La fuga di informazione (data leakage) avviene quando nel modello entra qualcosa che in produzione non ci sarà: una colonna calcolata dopo il fatto da prevedere, o gli stessi clienti sia in addestramento sia in test. Il risultato è un modello che in prova sembra eccellente e in produzione delude.

Errore comune

Dividere a caso dati che hanno un ordine nel tempo. Se si deve prevedere il futuro, il test deve stare dopo l'addestramento: altrimenti il modello «vede» il futuro durante l'addestramento.

La lineage (provenienza) dei dati registra da dove arriva ogni dato e quali trasformazioni ha subito. Un feature store è un archivio delle variabili già calcolate, condiviso tra addestramento e produzione: serve a evitare il training-serving skew, cioè che la stessa variabile venga calcolata in due modi diversi nei due ambienti.

Riproducibilità: versionare tutto ciò che cambia il risultato

Per poter rispondere a «quale modello ha preso questa decisione, e perché?» bisogna poter ricostruire un modello. Si versionano quattro cose: codice, dati (o un'impronta che li identifica), configurazione (iperparametri, seme casuale) e ambiente (librerie, immagine del container).

StrumentoA che cosa serveEsempi
Tracciamento degli esperimentiregistra per ogni prova parametri, metriche e artefattiMLflow, Weights & Biases
Versionamento dei datilega ogni modello allo stato esatto dei datiDVC, lakeFS, tabelle Delta
Registro dei modellicatalogo delle versioni con il loro stato (in prova, in produzione, ritirata)MLflow Model Registry, registri dei cloud
Orchestrazione delle pipelineesegue in ordine e ripete i passi (dati → addestramento → valutazione)Kubeflow Pipelines, Airflow
Servizio del modelloespone il modello come servizio, con scalabilitàKServe, Triton, vLLM per gli LLM

CI, CD e CT: i livelli di maturità

Nel software si parla di CI (Continuous Integration, integrazione continua: ogni modifica viene compilata e provata) e CD (Continuous Delivery, rilascio continuo). MLOps aggiunge la CT (Continuous Training, addestramento continuo): la pipeline si riavvia da sola quando arrivano dati nuovi o quando il monitoraggio segnala un calo. Una classificazione molto citata, proposta da Google, distingue tre livelli:

Livello 0 manuale

Notebook, passi fatti a mano, il data scientist consegna un file del modello agli ingegneri.

rilasci rari, nessun monitoraggio
Livello 1 pipeline automatica

La pipeline di addestramento è automatizzata e si riavvia con dati nuovi: addestramento continuo.

il modello si aggiorna da solo
Livello 2 CI/CD della pipeline

Anche la pipeline stessa è codice provato e rilasciato automaticamente.

si cambia il metodo, non solo i dati

I test di un sistema di ML non riguardano solo il codice: si provano i dati (schema, intervalli, valori mancanti), il modello (prestazioni sopra soglia, nessun peggioramento su sottogruppi, tempi di risposta) e l'infrastruttura.

Rilasciare senza fare danni

StrategiaCome funzionaQuando si usa
Shadow (ombra)il modello nuovo riceve il traffico vero ma le sue risposte non arrivano agli utenti: si confrontano soltantoprima prova senza rischio
Canaryuna piccola quota del traffico (per esempio il 5%) va al modello nuovo; si allarga se va benerilascio graduale
Blue-greendue ambienti completi; si sposta tutto il traffico dall'uno all'altro, e indietro in un attimoritorno immediato alla versione precedente
Test A/Bdue versioni a gruppi di utenti scelti a caso, per misurare con la statistica quale è miglioredecidere sull'effetto reale

Il modo di servire il modello cambia l'architettura: batch (previsioni calcolate in blocco, per esempio ogni notte), online (una risposta per richiesta, in millisecondi), edge (sul dispositivo, senza rete).

Monitorare: le derive e come si misurano

Un modello impara una relazione tra ingressi x e risposta y. Questa relazione può smettere di valere in modi diversi, che hanno nomi diversi:

Data drift
Cambia la distribuzione degli ingressi x (detta anche covariate shift): arrivano clienti più giovani, importi più alti. Si vede subito, senza aspettare le risposte vere.
l'età media dei richiedenti passa da 45 a 32 anni
Concept drift
Cambia la relazione tra x e y: gli stessi ingressi oggi portano a un esito diverso. Si vede solo quando arrivano le risposte vere (le etichette).
le stesse transazioni, una nuova tecnica di frode
Label drift
Cambia la frequenza delle classi della risposta (prior shift).
le frodi passano dall'1% al 3%
Training-serving skew
La differenza non viene dal mondo ma da un errore: la variabile in produzione è calcolata diversamente che in addestramento.
reddito annuo in addestramento, mensile in produzione

Il data drift si misura confrontando la distribuzione di una variabile in produzione con quella di riferimento (l'addestramento). Una misura molto usata in ambito bancario è il PSI (Population Stability Index, indice di stabilità della popolazione): si divide la variabile in intervalli e si confrontano le percentuali.

PSI su tre intervalli

PSI=Σ (pi − qi) · ln(pi / qi)q = quota di riferimento, p = quota in produzione
intervallo 1=(0,30 − 0,50) · ln(0,30 / 0,50) = (−0,20) · (−0,511) = 0,102
intervallo 2=(0,40 − 0,30) · ln(0,40 / 0,30) = 0,10 · 0,288 = 0,029
intervallo 3=(0,30 − 0,20) · ln(0,30 / 0,20) = 0,10 · 0,405 = 0,041
PSI=0,172

Ogni termine è positivo o nullo, perché differenza e logaritmo hanno sempre lo stesso segno. Regola pratica: sotto 0,1 stabile, tra 0,1 e 0,25 cambiamento moderato da indagare, sopra 0,25 cambiamento forte.

Laboratorio: quanto deve spostarsi una popolazione prima che il PSI suoni l'allarme

matematica reale

Sposta la media e cambia la dispersione della popolazione in produzione; osserva le barre dei cinque intervalli e il PSI.

PSI
Giudizio con la regola pratica

La variabile è una gaussiana divisa in cinque intervalli fissati sul riferimento (confini a −1,5, −0,5, 0,5 e 1,5 deviazioni standard). Le soglie 0,1 e 0,25 sono una convenzione diffusa, non una legge: ogni organizzazione le tara sui propri dati.

Quando le risposte vere arrivano (il cliente ha restituito il prestito o no), si misurano anche le prestazioni nel tempo e per sottogruppi: un modello può restare stabile in media e peggiorare su una fascia di popolazione, che è un problema di equità (vedi il capitolo 7).

LLMOps: che cosa cambia con i modelli linguistici

Con un LLM spesso non si addestra nulla: si usa un modello di un fornitore e si costruisce intorno. Il ciclo resta, ma gli oggetti versionati cambiano: il prompt, l'insieme di domande di valutazione, la configurazione della RAG e la versione del modello del fornitore. Un cambio di una riga nel prompt è un rilascio, e va provato contro un insieme di casi di riferimento prima di andare in produzione.

Esercitazione: MLOps

domande di allenamento

Scegli una risposta per domanda; la spiegazione dice dove sta la distinzione.

Mappa concettuale · MLOps
  • MLOps
    • versiona codice, dati, configurazione, ambiente
      • con registro dei modelli
    • automatizza CI, CD, CT
      • livelli 0 manuale, 1 pipeline, 2 CI/CD
    • rilascia con shadow, canary, blue-green, A/B
    • monitora derive
      • sugli ingressi data drift PSI
      • sulla relazione concept drift
In sintesi

Un modello va trattato come un prodotto che invecchia: si versiona tutto ciò che cambia il risultato, si rilascia per gradi, si misurano le derive e si riaddestra.

4 · Dalla scelta alla produzione · categoria 1 dell'Allegato II

Prima di scegliere un modello si sceglie che cosa possedere: i dati, i pesi, o solo il contratto

Il bando chiede di saper decidere tra costruire e comprare («build or buy»), selezionare e ottimizzare i modelli, guidare progetti di AI fino alla produzione e conoscere protocolli come l'MCP (Model Context Protocol). Sono decisioni che in un'istituzione pubblica pesano più che altrove, perché toccano dove finiscono i dati, chi risponde degli obblighi dell'AI Act e quanto si resta legati a un fornitore.

Quattro gradi di «costruire»

Tra comprare un servizio finito e addestrare un modello da zero c'è una scala. Si sale di un gradino solo quando quello sotto non basta, perché ogni gradino costa più del precedente in dati, competenze e responsabilità.

  1. Prompt su un modello esistente, via API (Application Programming Interface, l'interfaccia con cui un programma chiama un servizio): istruzioni ed esempi nel testo. Costo iniziale quasi nullo.
  2. RAG: il modello resta quello, ma riceve nel prompt i documenti dell'organizzazione. Serve quando il problema è la conoscenza: fatti che cambiano, documenti interni, citazioni da verificare.
  3. Fine-tuning: si addestra ancora il modello su esempi propri. Serve quando il problema è il comportamento: un formato fisso, uno stile, un compito ristretto da fare in modo affidabile, spesso con un modello più piccolo e meno costoso.
  4. Addestramento da zero: solo con dati, calcolo e motivi eccezionali (una lingua o un dominio non coperto, requisiti di controllo totale).
Errore comune

Fare fine-tuning per «insegnare» al modello i documenti interni. Il fine-tuning è un modo poco affidabile di aggiungere fatti: il modello li mescola e non sa citarli, e ogni aggiornamento richiede un nuovo addestramento. Per la conoscenza si usa la RAG, per il comportamento il fine-tuning.

Una seconda scelta è dove gira il modello: un modello proprietario usato via API (i pesi restano al fornitore), oppure un modello open-weight (pesi scaricabili) installato sui propri server o su un cloud scelto. «Open-weight» non vuol dire «open source»: la licenza può limitare l'uso, e di solito non sono pubblici né i dati né il codice di addestramento.

CriterioServizio via APIModello open-weight ospitato in casa
Datiescono verso il fornitore: servono garanzie contrattuali e sulla localizzazionerestano nell'infrastruttura scelta
Costoa consumo (per token): basso all'inizio, cresce con l'usofisso (GPU, personale): conviene sopra un certo volume
Qualitàdi solito i modelli più capaciin genere un passo indietro, ma spesso sufficiente su compiti ristretti
Controllo della versioneil fornitore aggiorna o ritira i modellila versione resta finché la si tiene
Competenze necessarieintegrazioneinfrastruttura, servizio di inferenza, sicurezza, aggiornamenti
Dipendenza dal fornitore (lock-in)alta, se si usano funzioni proprietariebassa

Laboratorio: quando conviene ospitare il modello in casa

matematica reale · prezzi illustrativi

Imposta volume e lunghezza delle richieste e confronta il costo mensile a consumo con il costo fisso di un'installazione propria; il punto di pareggio è il volume da cui la seconda conviene.

Prezzi e costi sono valori di esempio: usa quelli veri del tuo caso. La GPU è calcolata a 2,50 € l'ora per 730 ore al mese; il modello assume che le GPU scelte bastino al volume, cosa che va verificata a parte (vedi la guida sull'inferenza, capitolo 5).

Il caso iniziale del laboratorio

costo per richiesta=2.000 × 2,5 € 106 + 500 × 10 € 106 = 0,005 + 0,005 = 0,01 €
API al mese=20.000 × 30 × 0,01 € = 6.000 €
in casa al mese=2 × 2,50 € × 730 + 4.000 € = 7.650 €
pareggio=7.650 € 30 × 0,01 € ≈ 25.500 richieste al giorno

Sotto il pareggio conviene il consumo, sopra il costo fisso. Il conto economico non basta: localizzazione dei dati e controllo della versione possono decidere da soli.

Scegliere un modello: le classifiche non bastano

Le classifiche pubbliche (benchmark) misurano compiti generici e possono essere contaminate: se le domande del test sono finite nei dati di addestramento, il punteggio misura la memoria, non la capacità. La prova che conta è un insieme di valutazione costruito sul proprio compito, con esempi reali e una metrica decisa prima, su cui confrontare due o tre candidati.

I criteri ricorrenti sono: qualità sul compito; latenza e costo (vedi la guida sull'inferenza); lunghezza del contesto; lingue supportate, che in un'istituzione europea vuol dire tutte le 24 lingue ufficiali; licenza; luogo in cui girano i dati; documentazione disponibile (una model card, vedi il capitolo 7).

MCP: un solo modo di collegare un'applicazione di AI a strumenti e dati

Analogia · la presa USB-C

Prima dell'USB ogni dispositivo aveva il suo cavo. L'MCP (Model Context Protocol) fa per le applicazioni di AI ciò che un connettore standard fa per i dispositivi: chi scrive un collegamento a un sistema lo scrive una volta, e lo usa qualunque applicazione compatibile.

L'MCP è un protocollo aperto pubblicato da Anthropic nel novembre 2024 e adottato poi dai principali fornitori; a dicembre 2025 è stato affidato alla Agentic AI Foundation, nell'ambito della Linux Foundation. Senza uno standard, ogni applicazione deve scrivere un'integrazione per ogni sistema: il numero cresce come un prodotto. Con un protocollo comune cresce come una somma.

Integrazioni con e senza protocollo comune

senza standard=N applicazioni × M sistemi = 5 × 20 = 100 integrazioni
con MCP=N + M = 5 + 20 = 25 componenti

I ruoli sono tre. L'host è l'applicazione di AI con cui lavora l'utente (un assistente, un editor di codice). Dentro l'host, un client mantiene la connessione con un server; un server MCP è un programma che espone le capacità di un sistema (un archivio documentale, un database, un servizio). I messaggi seguono JSON-RPC 2.0 (un formato standard di chiamata remota in JSON) e viaggiano su stdio (il server gira sulla stessa macchina) o su HTTP (server remoto, con autorizzazione OAuth).

Chi la offrePrimitivaChe cos'èChi decide di usarla
serverToolsfunzioni eseguibili (cerca un fascicolo, crea un ticket)il modello, con conferma dell'utente
Resourcesdati da leggere come contesto (un file, un record)l'applicazione
Promptsmodelli di istruzioni prontil'utente
clientSamplingil server chiede all'host di far generare testo al suo modellol'host, con controllo dell'utente
Elicitationil server chiede un'informazione all'utentel'utente

All'avvio client e server si scambiano un messaggio di inizializzazione in cui dichiarano versione del protocollo e capacità supportate. Un protocollo vicino ma diverso è A2A (Agent2Agent, proposto da Google nel 2025): MCP collega un agente ai suoi strumenti, A2A collega agenti tra loro.

Attenzione · i rischi

Un server MCP è codice di terzi con accesso a sistemi veri. I rischi tipici sono la prompt injection nascosta nei dati o nelle descrizioni dei tool (il «tool poisoning»), permessi troppo ampi e server non verificati. Le contromisure sono le solite: privilegio minimo, conferma umana sulle azioni che cambiano qualcosa, elenco dei server ammessi.

Guidare un progetto di AI fino alla produzione

Molti progetti di AI muoiono come prototipi: la dimostrazione funziona su dieci esempi scelti, ma nessuno ha deciso come si misura il successo, chi paga l'esercizio e chi risponde degli errori. Un percorso tipico ha tre tappe: prova di fattibilità (PoC, proof of concept) su dati veri, pilota con utenti veri in un perimetro ristretto, produzione. Il passaggio da una tappa all'altra si decide su criteri scritti prima.

Da ricordare · le domande da fare all'inizio
  • Quale metrica dice che il sistema serve, e qual è il valore di partenza senza AI?
  • Che cosa succede quando sbaglia, e chi lo vede? (supervisione umana)
  • In quale classe di rischio dell'AI Act ricade, e chi è il fornitore? (capitolo 5)
  • Ci sono dati personali? Serve una valutazione d'impatto? (capitolo 6)
  • Quanto costa al mese a regime, e chi lo gestirà?

Il bando cita anche il monitoraggio tecnologico: seguire nuovi modelli e metodi. Le fonti affidabili sono le model card e i rapporti tecnici dei fornitori, le valutazioni indipendenti (per esempio HELM di Stanford o le classifiche basate su preferenze umane come LMArena) e le pubblicazioni dell'AI Office della Commissione.

Esercitazione: dalla scelta alla produzione

domande di allenamento

Scegli una risposta per domanda.

Mappa concettuale · scegliere e portare in produzione
  • Soluzione di AI
    • si adatta con prompt, RAG, fine-tuning
      • conoscenza RAG
      • comportamento fine-tuning
    • gira su API o open-weight
      • si decide con costo, dati, controllo
    • si collega con MCP
      • ruoli host, client, server
      • tra agenti A2A
    • arriva in produzione per PoC, pilota, produzione
In sintesi

Si sale da prompt a RAG a fine-tuning solo se serve; API o modello in casa si sceglie su volume, dati e controllo; l'MCP standardizza il collegamento a strumenti e dati, con rischi da governare.

5 · Il regolamento sull'intelligenza artificiale (AI Act) · categoria 2 dell'Allegato II

L'AI Act non regola la tecnologia ma gli usi: lo stesso modello può essere vietato, ad alto rischio o libero a seconda di che cosa ci si fa

Esempio · un solo modello, tre usi

Un modello di visione che riconosce espressioni del viso. Usato per ordinare le foto delle vacanze non ha obblighi particolari. Usato per selezionare candidati a un lavoro è ad alto rischio. Usato per dedurre le emozioni dei dipendenti in ufficio è vietato. La classe di rischio dipende dalla finalità, non dall'algoritmo.

Il regolamento sull'intelligenza artificiale, Regolamento (UE) 2024/1689, è la prima legge orizzontale sull'AI al mondo. È un regolamento, quindi si applica direttamente in tutti gli Stati membri senza recepimento. Segue la logica delle norme europee sulla sicurezza dei prodotti: più alto il rischio per salute, sicurezza e diritti fondamentali, più numerosi gli obblighi. È entrato in vigore il 1° agosto 2024 e si applica per tappe (vedi più sotto).

Che cos'è un sistema di AI, e chi è chi

Il regolamento definisce un sistema di AI (articolo 3, punto 1) come un sistema automatizzato progettato per funzionare con livelli di autonomia variabili, che può adattarsi dopo la diffusione e che, per obiettivi espliciti o impliciti, deduce dall'input come generare output quali previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni che possono influenzare ambienti fisici o virtuali. La definizione riprende quella dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Il punto che la distingue dal software tradizionale è la capacità di inferenza: un programma che applica regole scritte interamente da un essere umano non è un sistema di AI.

Gli obblighi cadono su soggetti diversi, gli operatori:

Fornitore (provider)
Chi sviluppa un sistema o un modello di AI, o lo fa sviluppare, e lo immette sul mercato o lo mette in servizio con il proprio nome o marchio, anche gratuitamente. Ha la maggior parte degli obblighi.
l'azienda che vende il software di selezione dei CV
Deployer
Chi usa un sistema di AI sotto la propria autorità in un'attività professionale (in italiano «deployer»). Ha obblighi d'uso, non di progettazione.
l'ufficio del personale che usa quel software
Importatore e distributore
Chi porta nell'Unione un sistema di un fornitore extra-UE, e chi lo rende disponibile sul mercato. Verificano che il fornitore abbia fatto la sua parte.
il rivenditore europeo di un prodotto statunitense
Rappresentante autorizzato
La persona stabilita nell'Unione che agisce per conto di un fornitore extra-UE.
obbligatorio per i fornitori di paesi terzi di sistemi ad alto rischio
Errore comune · si diventa fornitori senza volerlo

Un deployer, un importatore o un distributore diventa fornitore (articolo 25) se mette il proprio nome o marchio su un sistema ad alto rischio, se vi apporta una modifica sostanziale, o se ne cambia la finalità in modo che diventi ad alto rischio. Chi riadatta un chatbot generico per selezionare personale ne assume gli obblighi da fornitore.

Il regolamento ha portata extraterritoriale: si applica ai fornitori che immettono sistemi sul mercato dell'Unione ovunque siano stabiliti, e anche ai fornitori e deployer di paesi terzi quando l'output del sistema è usato nell'Unione. Restano fuori gli usi esclusivamente militari, di difesa e di sicurezza nazionale, la ricerca scientifica pura, l'uso personale non professionale, e in parte i sistemi rilasciati con licenza libera e aperta (salvo che siano vietati, ad alto rischio o soggetti agli obblighi di trasparenza).

Quattro livelli di rischio, più i modelli per finalità generali

Rischio inaccettabile
vietato · articolo 5
Alto rischio
requisiti e valutazione della conformità · articoli 6–49
Rischio limitato (trasparenza)
informare · articolo 50
Rischio minimo
nessun obbligo specifico, codici volontari

Accanto ai quattro livelli c'è un regime separato per i modelli di AI per finalità generali (GPAI, General-Purpose AI), come i grandi modelli linguistici: si regola il modello in sé, prima che qualcuno lo usi per uno scopo preciso. I livelli non si escludono: un sistema ad alto rischio che dialoga con le persone ha anche gli obblighi di trasparenza.

Le pratiche vietate (articolo 5)

Dal 2 febbraio 2025 sono vietati otto gruppi di pratiche, perché contrari ai valori dell'Unione:

  1. Tecniche subliminali, manipolative o ingannevoli che distorcono in modo rilevante il comportamento di una persona causando un danno significativo.
  2. Sfruttamento delle vulnerabilità legate a età, disabilità o situazione sociale ed economica.
  3. Punteggio sociale (social scoring): valutare le persone in base al comportamento sociale o a caratteristiche personali, con trattamenti sfavorevoli in contesti non collegati o sproporzionati.
  4. Valutare il rischio che una persona commetta un reato solo sulla base della profilazione o dei tratti della personalità.
  5. Creare o ampliare banche dati di riconoscimento facciale con lo scraping non mirato di immagini da internet o da telecamere.
  6. Riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro e negli istituti di istruzione, salvo motivi medici o di sicurezza.
  7. Categorizzazione biometrica per dedurre razza, opinioni politiche, appartenenza sindacale, convinzioni religiose, vita od orientamento sessuale.
  8. Identificazione biometrica remota «in tempo reale» in spazi accessibili al pubblico a fini di contrasto (polizia), salvo eccezioni strette: ricerca di vittime di rapimento, tratta o sfruttamento sessuale e di persone scomparse; prevenzione di una minaccia imminente alla vita o di un attacco terroristico; localizzazione di sospettati di reati gravi elencati. Serve un'autorizzazione preventiva di un'autorità giudiziaria o amministrativa indipendente.

Quando un sistema è ad alto rischio (articolo 6)

Le strade per essere ad alto rischio sono due.

Prima strada, i prodotti (articolo 6, paragrafo 1): il sistema è un prodotto, o un componente di sicurezza di un prodotto, coperto dalla normativa di armonizzazione dell'Allegato I (macchine, giocattoli, dispositivi medici, ascensori, veicoli…) e quel prodotto richiede una valutazione della conformità da parte di terzi.

Seconda strada, gli usi dell'Allegato III (articolo 6, paragrafo 2), in otto settori:

Allegato IIISettoreEsempi di usi ad alto rischio
1Biometriaidentificazione biometrica remota (non in tempo reale), categorizzazione biometrica, riconoscimento delle emozioni dove permesso
2Infrastrutture critichecomponenti di sicurezza nella gestione del traffico, della fornitura di acqua, gas, elettricità, riscaldamento, infrastrutture digitali critiche
3Istruzione e formazioneammissione, valutazione dei risultati, sorveglianza durante gli esami
4Occupazioneselezione del personale e filtro dei CV, decisioni su promozioni e licenziamenti, assegnazione dei compiti, monitoraggio delle prestazioni
5Servizi essenzialiaccesso a prestazioni pubbliche, merito creditizio (salvo la rilevazione delle frodi), prezzi delle assicurazioni vita e malattia, smistamento delle chiamate di emergenza
6Contrasto (forze dell'ordine)valutare l'attendibilità delle prove, il rischio di recidiva, la profilazione nelle indagini
7Migrazione, asilo, frontierevalutazione dei rischi, esame delle domande di asilo e visto
8Giustizia e processi democraticiassistere un giudice nell'interpretare fatti e legge; influenzare l'esito di elezioni

C'è un'eccezione (articolo 6, paragrafo 3): un sistema dell'Allegato III non è ad alto rischio se non presenta un rischio significativo, per esempio quando svolge un compito procedurale limitato, migliora il risultato di un'attività umana già completata, rileva schemi decisionali senza sostituire la valutazione umana, o svolge un compito preparatorio. L'eccezione non vale mai se il sistema fa profilazione di persone fisiche. Il fornitore che la invoca deve documentare la sua valutazione e registrare comunque il sistema.

Gli obblighi per l'alto rischio: chi fa che cosa

Fornitore
  • Sistema di gestione dei rischi per tutto il ciclo di vita (art. 9)
  • Governance dei dati: dati pertinenti, rappresentativi, controllati per i bias (art. 10)
  • Documentazione tecnica (art. 11, Allegato IV)
  • Registrazione automatica degli eventi (log) (art. 12)
  • Trasparenza e istruzioni per l'uso al deployer (art. 13)
  • Sorveglianza umana resa possibile dal progetto (art. 14)
  • Accuratezza, robustezza, cybersicurezza (art. 15)
  • Sistema di gestione della qualità (art. 17)
  • Valutazione della conformità, dichiarazione UE, marcatura CE, registrazione nella banca dati dell'UE (art. 43–49)
  • Monitoraggio dopo l'immissione sul mercato e segnalazione degli incidenti gravi (art. 72–73)
→
Deployer (art. 26)
  • Usare il sistema secondo le istruzioni
  • Affidare la sorveglianza umana a persone competenti e con autorità
  • Controllare che i dati di input siano pertinenti
  • Monitorare il funzionamento e informare il fornitore dei rischi
  • Conservare i log per almeno sei mesi
  • Informare i lavoratori prima di usarlo sul luogo di lavoro
  • Informare le persone soggette alle decisioni
  • Se è un'autorità pubblica: registrare l'uso nella banca dati dell'UE

Due obblighi in più toccano direttamente il settore pubblico. La valutazione d'impatto sui diritti fondamentali (FRIA, Fundamental Rights Impact Assessment, articolo 27) va fatta prima del primo uso da parte dei deployer che sono organismi di diritto pubblico o enti privati che forniscono servizi pubblici, e dai deployer di sistemi per il merito creditizio e per i prezzi delle assicurazioni vita e malattia. E chi subisce una decisione basata su un sistema ad alto rischio ha diritto a una spiegazione del ruolo che il sistema ha avuto (articolo 86).

Gli incidenti gravi vanno segnalati all'autorità di vigilanza entro 15 giorni da quando se ne viene a conoscenza; il termine scende a 10 giorni in caso di decesso e a 2 giorni per un'infrazione diffusa o un incidente che coinvolge un'infrastruttura critica.

Da ricordare · valutazione della conformità

Per i sistemi dell'Allegato III la valutazione della conformità è di regola un controllo interno del fornitore; serve un organismo notificato esterno per la biometria quando non si applicano norme armonizzate. Per i prodotti dell'Allegato I si segue la procedura già prevista dalla normativa di quel prodotto. Le norme armonizzate, preparate da CEN e CENELEC (comitato tecnico congiunto JTC 21), danno presunzione di conformità.

Rischio limitato: gli obblighi di trasparenza (articolo 50)

Modelli per finalità generali e rischio sistemico

Un modello di AI per finalità generali è un modello addestrato con grandi quantità di dati, capace di svolgere con competenza un'ampia gamma di compiti distinti e integrabile in molti sistemi a valle. Dal 2 agosto 2025 tutti i suoi fornitori devono (articolo 53):

  1. redigere e tenere aggiornata la documentazione tecnica per l'AI Office e le autorità;
  2. dare ai fornitori a valle le informazioni per integrare il modello e rispettare i propri obblighi;
  3. adottare una politica sul diritto d'autore, che rispetti anche le riserve (opt-out) dei titolari sull'estrazione di testo e dati;
  4. pubblicare una sintesi sufficientemente dettagliata dei contenuti usati per l'addestramento, secondo il modello dell'AI Office.

I modelli rilasciati con licenza libera e aperta sono esentati dai primi due obblighi, ma non dagli altri. Un modello ha rischio sistemico se ha capacità di impatto elevato: si presume quando il calcolo usato per addestrarlo supera 1025 operazioni in virgola mobile (FLOP), oppure lo designa la Commissione. Il fornitore deve notificarlo alla Commissione entro due settimane. Per questi modelli si aggiungono (articolo 55): valutazione del modello con test avversariali, valutazione e mitigazione dei rischi sistemici, segnalazione degli incidenti gravi, adeguata cybersicurezza.

Il codice di buone pratiche per i modelli per finalità generali, pubblicato il 10 luglio 2025 in tre capitoli (trasparenza, diritto d'autore, sicurezza), è lo strumento volontario con cui i fornitori possono dimostrare di rispettare questi obblighi. I modelli già sul mercato prima del 2 agosto 2025 hanno tempo fino al 2 agosto 2027.

Ordine di grandezza della soglia di 1025 FLOP

calcolo di addestramento≈6 × N parametri × D tokenstima usuale per un transformer denso
modello da 70 miliardi, 15.000 miliardi di token≈6 × 7·1010 × 1,5·1013
≈6,3 · 1024 FLOP

Sotto la soglia, ma vicino: la soglia individua solo i modelli più grandi della frontiera. La formula 6·N·D è un'approssimazione; il regolamento conta il calcolo cumulativo effettivamente usato.

Laboratorio: in quale classe ricade questo sistema?

esercitazione · regole del regolamento

Scegli uno scenario e prova a classificarlo prima di leggere la risposta: classe, articoli, chi ha gli obblighi.

Gli scenari sono semplificati: nei casi reali conta la descrizione esatta della finalità prevista e il contesto d'uso, e le linee guida della Commissione sugli articoli 5 e 6 precisano i confini.

Chi applica il regolamento

LivelloOrganismoChe cosa fa
UnioneUfficio per l'AI (AI Office), dentro la Commissione (DG CNECT)vigila sui modelli per finalità generali, prepara linee guida, modelli e codici di buone pratiche
Comitato europeo per l'AI (AI Board)un rappresentante per Stato membro; coordina e consiglia per un'applicazione uniforme
Gruppo di esperti scientifici indipendentisupporta l'AI Office; può lanciare «segnalazioni qualificate» su modelli con rischio sistemico
Forum consultivoindustria, start-up, società civile, mondo accademico
Stati membriAutorità di vigilanza del mercato e autorità di notificacontrollano i sistemi sul mercato nazionale e designano gli organismi notificati
Istituzioni UEGarante europeo della protezione dei dati (GEPD, in inglese EDPS)è l'autorità di vigilanza per le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione, e può infliggere loro sanzioni

Gli Stati membri devono predisporre almeno uno spazio di sperimentazione normativa (regulatory sandbox, articolo 57) entro il 2 agosto 2026, dove sviluppare e provare sistemi sotto la guida dell'autorità. E dal 2 febbraio 2025 fornitori e deployer devono garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione in materia di AI del proprio personale (articolo 4).

Sanzioni

ViolazioneFino aOppure, se superiore, fino a
Pratiche vietate (art. 5)35 milioni €7% del fatturato mondiale annuo
Altri obblighi degli operatori15 milioni €3%
Informazioni inesatte o fuorvianti alle autorità7,5 milioni €1%
Fornitori di modelli per finalità generali (Commissione, art. 101)15 milioni €3%
Istituzioni e organismi dell'Unione (GEPD, art. 100)1,5 milioni € per le pratiche vietate, 750.000 € per gli altri obblighi—

Per le PMI (piccole e medie imprese) e le start-up vale il minore dei due importi, non il maggiore.

Le date di applicazione

1 ago 2024
entrata in vigore
→
2 feb 2025
divieti, alfabetizzazione
→
2 ago 2025
GPAI, governance, sanzioni
→
2 ago 2026
alto rischio Allegato III, trasparenza, resto
→
2 ago 2027
alto rischio Allegato I
Attenzione · il rinvio proposto

Nel novembre 2025 la Commissione ha proposto, con il pacchetto «Digital Omnibus», di legare l'applicazione delle regole sull'alto rischio alla disponibilità delle norme tecniche, con un rinvio massimo a dicembre 2027 (Allegato III) e agosto 2028 (Allegato I). Prima della prova verifica su EUR-Lex se la modifica è stata adottata e con quali date: è il tipo di dettaglio che una domanda può chiedere.

Esercitazione: AI Act

domande di allenamento

Scegli una risposta per domanda.

Mappa concettuale · AI Act
  • Regolamento (UE) 2024/1689
    • classifica per finalità d'uso
      • vietato art. 5
      • alto rischio Allegati I e III
      • trasparenza art. 50
    • assegna obblighi a fornitore e deployer
      • si diventa fornitore con modifica sostanziale
      • ente pubblico FRIA
    • regola a parte modelli GPAI
      • rischio sistemico oltre 1025 FLOP
    • è applicato da AI Office, autorità nazionali, GEPD
In sintesi

L'AI Act classifica gli usi in quattro livelli di rischio e regola a parte i modelli generali. Gli obblighi pesano soprattutto sul fornitore; il deployer pubblico aggiunge la valutazione d'impatto sui diritti fondamentali. Divieti dal 2025, alto rischio dal 2026–2027, salvo rinvii.

6 · Protezione dei dati e gestione del rischio · categoria 2 dell'Allegato II

L'AI Act si aggiunge al GDPR, non lo sostituisce: un sistema che tratta dati personali deve rispettarli entrambi

Quasi ogni sistema di AI che lavora su persone tratta dati personali: per addestrarlo, per usarlo, o perché le sue risposte riguardano qualcuno. Allora vale la normativa sulla protezione dei dati. Il bando chiede di garantire la conformità all'AI Act, alle politiche interne e alle norme su protezione dei dati e sicurezza, e di conoscere i quadri di governance e gestione del rischio.

Il GDPR in sei punti

Il GDPR (General Data Protection Regulation, Regolamento (UE) 2016/679) si applica a qualunque trattamento di dati personali, cioè di informazioni che riguardano una persona fisica identificata o identificabile. Distingue il titolare del trattamento (chi decide finalità e mezzi) dal responsabile (chi tratta per conto del titolare, per esempio il fornitore di un servizio cloud, con un contratto ai sensi dell'articolo 28).

  1. Principi (art. 5): liceità, correttezza e trasparenza; limitazione della finalità; minimizzazione; esattezza; limitazione della conservazione; integrità e riservatezza; responsabilizzazione (accountability: il titolare deve saper dimostrare di rispettarli).
  2. Basi giuridiche (art. 6): consenso, contratto, obbligo legale, interessi vitali, compito di interesse pubblico o esercizio di pubblici poteri, legittimo interesse. Le autorità pubbliche non possono usare il legittimo interesse per i trattamenti svolti nell'esecuzione dei loro compiti.
  3. Categorie particolari (art. 9): salute, dati biometrici per identificare, origine etnica, opinioni politiche, convinzioni religiose, vita sessuale: vietato trattarle salvo eccezioni elencate.
  4. Decisioni automatizzate (art. 22): diritto a non essere sottoposti a una decisione basata unicamente su un trattamento automatizzato, profilazione compresa, che produca effetti giuridici o incida in modo analogo e significativo. Eccezioni: contratto, legge, consenso esplicito, sempre con garanzie (intervento umano, possibilità di esprimere la propria opinione e di contestare).
  5. Valutazione d'impatto (DPIA, Data Protection Impact Assessment, art. 35) quando il trattamento presenta un rischio elevato: valutazione sistematica e globale di aspetti personali, trattamento su larga scala di categorie particolari, sorveglianza sistematica di zone pubbliche. L'uso di nuove tecnologie, come l'AI, è un indizio di rischio elevato.
  6. Protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita (art. 25); notifica delle violazioni dei dati all'autorità entro 72 ore (art. 33).

Le sanzioni arrivano fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato mondiale annuo per la violazione dei principi e dei diritti, e fino a 10 milioni o al 2% per gli altri obblighi.

Da ricordare · nelle istituzioni dell'Unione

Il GDPR non si applica alle istituzioni, agli organi e agli organismi dell'Unione: per loro vale il Regolamento (UE) 2018/1725 (spesso chiamato EUDPR), con principi e diritti allineati al GDPR. Lo controlla il Garante europeo della protezione dei dati (GEPD), che è anche l'autorità di vigilanza dell'AI Act per le istituzioni. Ogni istituzione ha un responsabile della protezione dei dati (DPO, Data Protection Officer). Nel 2024 il GEPD ha pubblicato orientamenti sull'uso dell'AI generativa da parte delle istituzioni.

Che cosa cambia quando i dati servono ad addestrare un modello

Un modello addestrato su dati personali non è automaticamente anonimo. Il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB, European Data Protection Board), nel parere 28/2024 del dicembre 2024, ha chiarito che un modello si può considerare anonimo solo se è trascurabile la probabilità di estrarne dati personali, direttamente o con domande mirate, e che va valutato caso per caso. Se i dati sono stati trattati illecitamente durante lo sviluppo, il problema può ricadere sull'uso successivo del modello.

Per usare il legittimo interesse come base giuridica, l'EDPB richiama il test in tre passi: un interesse legittimo, la necessità del trattamento per raggiungerlo, il bilanciamento con i diritti delle persone (che si aspettano quel trattamento?).

Pseudonimizzazione
Sostituire gli identificativi con codici, tenendo separata la chiave. I dati restano personali: con la chiave si torna alla persona.
matricola al posto del nome
Anonimizzazione
Rendere impossibile, con mezzi ragionevoli, risalire alla persona. I dati anonimi escono dal GDPR. È difficile: combinare pochi attributi (CAP, data di nascita, genere) basta spesso a reidentificare.
statistiche aggregate
Privacy differenziale
Aggiungere rumore calibrato ai risultati o all'addestramento, in modo che la presenza o l'assenza di una singola persona cambi poco l'esito. Il parametro ε misura quanto: più è piccolo, più privacy e meno precisione.
censimenti, statistiche ufficiali
Apprendimento federato
Addestrare un modello su dati che restano dove sono (ospedali, dispositivi): si scambiano gli aggiornamenti dei pesi, non i dati.
tastiere dei telefoni
Dati sintetici
Dati generati artificialmente che imitano le proprietà statistiche di quelli veri. Riducono il rischio, non lo azzerano se il generatore ha memorizzato casi reali.
dati di test per lo sviluppo

DPIA e FRIA: due valutazioni, spesso insieme

La DPIA del GDPR guarda ai rischi per i dati personali; la FRIA dell'AI Act guarda a tutti i diritti fondamentali (non discriminazione, libertà di espressione, diritto a un ricorso effettivo…). Se una DPIA è già stata fatta, la FRIA la integra invece di ripeterla (articolo 27, paragrafo 4, dell'AI Act).

Laboratorio: quale valutazione serve?

esercitazione · regole semplificate

Descrivi il progetto spuntando le caselle; il riquadro dice quali valutazioni scattano e perché.

Regole ridotte all'essenziale: l'obbligo di DPIA dipende anche dagli elenchi delle autorità nazionali (e del GEPD per le istituzioni), e la FRIA ha esclusioni (per esempio le infrastrutture critiche del punto 2 dell'Allegato III).

I quadri di gestione del rischio dell'AI

Gestire il rischio vuol dire, in ogni quadro, lo stesso ciclo: identificare che cosa può andare storto, analizzare quanto è probabile e quanto è grave, valutare se è accettabile, trattarlo. Le opzioni di trattamento sono quattro: evitare (non fare l'attività), ridurre (misure di mitigazione), trasferire o condividere (contratto, assicurazione), accettare (con decisione documentata). È lo schema della norma ISO 31000, che i quadri sull'AI riprendono.

QuadroChe cos'èDa ricordare
NIST AI RMF 1.0 (gennaio 2023)quadro volontario statunitense di gestione del rischio dell'AIquattro funzioni: Govern (trasversale), Map (contesto e rischi), Measure (metriche), Manage (trattamento); profilo per l'AI generativa (NIST AI 600-1, 2024)
ISO/IEC 42001:2023norma sul sistema di gestione dell'AI, certificabileciclo Plan-Do-Check-Act come ISO 27001 per la sicurezza; politica, ruoli, valutazione d'impatto, miglioramento continuo
ISO/IEC 23894:2023guida alla gestione del rischio dell'AIapplica ISO 31000 ai rischi propri dell'AI
Orientamenti etici per un'AI affidabile (HLEG, aprile 2019)gruppo di esperti di alto livello della Commissionesette requisiti: intervento e sorveglianza umani; robustezza tecnica e sicurezza; riservatezza e governance dei dati; trasparenza; diversità, non discriminazione ed equità; benessere sociale e ambientale; accountability. Lista di autovalutazione ALTAI (2020)
Principi dell'OCSE sull'AI (2019, aggiornati nel 2024)primo standard intergovernativo sull'AIla sua definizione di sistema di AI è quella ripresa dall'AI Act

Dentro un'organizzazione, la governance dell'AI si costruisce con alcuni strumenti ricorrenti: un inventario dei sistemi di AI in uso con la loro classe di rischio, una politica che dice che cosa è ammesso, un comitato che approva i casi più rischiosi, ruoli chiari tra chi sviluppa, chi controlla e chi verifica. Il modello delle tre linee descrive questa divisione: la prima linea gestisce il rischio nel lavoro quotidiano, la seconda (gestione dei rischi, conformità) fissa le regole e controlla, la terza (audit interno) verifica in modo indipendente.

Errore comune

Confondere un quadro volontario con un obbligo. NIST AI RMF, ISO/IEC 42001 e le linee guida dell'HLEG non sono legge; l'AI Act e il GDPR sì. Le norme armonizzate europee, una volta pubblicate, sono volontarie ma danno presunzione di conformità all'AI Act.

Esercitazione: dati e rischio

domande di allenamento

Scegli una risposta per domanda.

Mappa concettuale · dati e gestione del rischio
  • Uso conforme dell'AI
    • dati personali GDPR, Reg. 2018/1725
      • decisione solo automatica art. 22
      • rischio elevato DPIA
    • modelli addestrati non anonimi per default EDPB 28/2024
    • diritti fondamentali FRIA
      • integra la DPIA
    • quadri volontari NIST AI RMF, ISO/IEC 42001
      • trattamento evitare, ridurre, trasferire, accettare
In sintesi

Con dati personali valgono GDPR (o il Regolamento 2018/1725 nelle istituzioni) e AI Act insieme: DPIA e FRIA si integrano. I quadri di rischio sono volontari ma danno il metodo: identificare, analizzare, valutare, trattare.

7 · AI affidabile: equità, spiegabilità, tracciabilità, sicurezza · categoria 2 dell'Allegato II

Un sistema accurato in media può essere ingiusto, opaco e attaccabile: ognuna di queste proprietà si misura a parte

Il bando chiede di garantire che i sistemi siano affidabili, verificabili, equi, spiegabili e tracciabili. Sono proprietà diverse dall'accuratezza, e ognuna ha le sue misure e le sue tecniche. Le norme le richiamano esplicitamente: l'AI Act chiede dati esaminati per i bias (art. 10), registrazione degli eventi (art. 12), trasparenza verso il deployer (art. 13), sorveglianza umana (art. 14), robustezza e cybersicurezza (art. 15).

Equità: tre definizioni che non si possono soddisfare insieme

Esempio · il filtro dei curricula

Un sistema ordina i candidati a un posto. Nel gruppo A il 50% dei candidati è davvero qualificato, nel gruppo B il 30%. Che cosa vuol dire che il sistema è «equo»? Che seleziona la stessa percentuale nei due gruppi? Che trova la stessa quota dei qualificati in ciascun gruppo? Che tra i selezionati la quota di qualificati sia la stessa? Sono tre risposte diverse, e con tassi di base diversi non possono valere tutte e tre.

Parità demografica
Stesso tasso di selezione (esiti positivi) in tutti i gruppi, indipendentemente da chi è qualificato.
P(selezionato | A) = P(selezionato | B)
Pari opportunità
Stesso tasso di veri positivi (TPR, True Positive Rate): tra i qualificati, la stessa quota viene selezionata in ogni gruppo. Se si chiede anche lo stesso tasso di falsi positivi si parla di «equalized odds».
P(selezionato | qualificato, A) = P(selezionato | qualificato, B)
Parità predittiva
Stessa precisione: tra i selezionati, la stessa quota è davvero qualificata in ogni gruppo (legata alla calibrazione del punteggio).
P(qualificato | selezionato, A) = P(qualificato | selezionato, B)

Il risultato, dimostrato nel 2016–2017 (Kleinberg e colleghi; Chouldechova), è un teorema di impossibilità: se i tassi di base differiscono e il classificatore non è perfetto, non si possono avere insieme parità predittiva e uguali tassi di errore. Scegliere una definizione di equità è una decisione di politica, non tecnica, e va documentata. Una regola pratica usata nelle selezioni del personale negli Stati Uniti è la regola dei quattro quinti: il tasso di selezione del gruppo meno favorito non dovrebbe scendere sotto l'80% di quello del gruppo più favorito.

Rapporto tra tassi di selezione

tasso A=300 selezionati 1.000 candidati = 30%
tasso B=180 selezionati 1.000 candidati = 18%
rapporto=18% 30% = 0,60

0,60 è sotto 0,80: secondo la regola dei quattro quinti c'è un indizio di impatto sfavorevole sul gruppo B, da indagare. Non è una prova di discriminazione: se B ha meno qualificati, il rapporto basso può riflettere la realtà.

Laboratorio: una soglia, due gruppi, tre misure di equità

matematica reale

Cambia la quota di qualificati nel gruppo B e le soglie dei due gruppi; osserva che con soglie uguali i tassi di errore coincidono ma i tassi di selezione no, e che pareggiare i tassi di selezione sposta gli errori.

Il punteggio del sistema segue una gaussiana di media 0,65 per i qualificati e 0,40 per gli altri (deviazione standard 0,12), uguale nei due gruppi: il sistema è «ugualmente bravo» con tutti, e le differenze vengono solo dai tassi di base e dalle soglie.

Le fonti dei bias sono di solito nei dati: rappresentazione (un gruppo è poco presente), misura (l'etichetta è un indicatore distorto, per esempio gli arresti al posto dei reati), storia (i dati riproducono decisioni passate discriminatorie), variabili proxy (il CAP che fa le veci dell'origine). Togliere la variabile protetta non basta, perché le proxy la ricostruiscono. Le mitigazioni si applicano prima (riequilibrare i dati), durante (vincoli nell'addestramento) o dopo (soglie diverse, come nel laboratorio).

Spiegabilità: perché il sistema ha deciso così

Tre parole vicine con significati diversi. Trasparenza: si sa che cosa fa il sistema, con quali dati, con quali limiti. Interpretabilità: un essere umano capisce il funzionamento interno del modello (una regressione lineare, un albero piccolo). Spiegabilità: si sa dare una ragione comprensibile di una singola decisione, anche per un modello che in sé non è interpretabile.

Le spiegazioni sono globali (quali variabili contano in generale) o locali (perché questa decisione per questa persona), e i metodi sono intrinseci (si usa un modello già leggibile) o a posteriori (post-hoc, si spiega un modello opaco dall'esterno).

MetodoIdeaTipo
SHAP (SHapley Additive exPlanations)distribuisce la previsione tra le variabili con i valori di Shapley della teoria dei giochi: quanto ha contribuito ciascuna rispetto a un valore di riferimentolocale, aggregabile in globale
LIME (Local Interpretable Model-agnostic Explanations)perturba l'esempio, guarda come cambia la risposta e adatta un modello semplice valido solo lì vicinolocale
Spiegazione controfattualeil cambiamento minimo che avrebbe ribaltato l'esito: «con 300 € di reddito in più il prestito sarebbe stato concesso»locale, utile per chi subisce la decisione
Importanza per permutazionequanto peggiora il modello se si mescolano a caso i valori di una variabileglobale
Mappe di salienzaquali pixel o token hanno pesato di più (gradienti)locale, per immagini e testo
Errore comune

Prendere i pesi dell'attention di un transformer come spiegazione. Mostrano dove il modello «guarda», non perché decide; e il testo con cui un LLM spiega il proprio ragionamento non è garantito essere il calcolo che ha prodotto la risposta. Il funzionamento dell'attention è nella guida sul training, capitolo D degli approfondimenti.

Tracciabilità e verificabilità: poter ricostruire dopo

Un sistema è verificabile (auditable) se un terzo può controllare come è stato costruito e come si comporta. Servono documenti e registrazioni:

Model card
Scheda del modello (Mitchell e colleghi, 2019): uso previsto e usi sconsigliati, dati di addestramento e valutazione, prestazioni anche per sottogruppi, limiti noti, considerazioni etiche.
pubblicata dai fornitori di modelli
Datasheet for datasets
Scheda del dataset (Gebru e colleghi): perché è stato creato, come è stato raccolto ed etichettato, chi rappresenta, con quali limiti e licenze.
accompagna un dataset pubblico
Log degli eventi
Registrazione automatica di input, versione del modello, output e interventi umani, per ricostruire una decisione e rilevare rischi (art. 12 dell'AI Act).
conservati almeno sei mesi dal deployer
Audit algoritmico
Verifica indipendente di un sistema: documentazione, dati, prestazioni per gruppi, conformità alle norme.
interno, esterno, o richiesto dall'autorità

Sorveglianza umana e automation bias

La sorveglianza umana ha forme diverse: human-in-the-loop (una persona approva ogni decisione), human-on-the-loop (una persona supervisiona e può intervenire), human-in-command (una persona decide se e come usare il sistema). L'articolo 14 dell'AI Act chiede che chi sorveglia sia in grado di capire capacità e limiti del sistema, di interpretarne l'output, di non usarlo, di ignorarlo o di fermarlo, e che resti consapevole del rischio di automation bias: la tendenza a fidarsi troppo di ciò che propone una macchina. Una firma umana su una decisione che nessuno ha davvero esaminato non è sorveglianza.

Robustezza e sicurezza: gli attacchi propri dell'AI

Oltre ai rischi di ogni software, un sistema di AI ha superfici di attacco proprie, perché i dati diventano comportamento.

AttaccoQuandoChe cosa fa
Avvelenamento dei dati (data poisoning)addestramentodati manipolati inseriti nell'addestramento per degradare il modello o installare una backdoor (un comportamento che scatta con un segnale preciso)
Esempi avversariali (evasion)usopiccole modifiche dell'input, spesso invisibili, che cambiano la risposta (un adesivo su un cartello stradale)
Prompt injectionusoistruzioni nascoste nell'input o nei documenti letti (indiretta) che il modello esegue al posto di quelle legittime
Jailbreakusorichieste costruite per aggirare le regole di sicurezza del modello
Estrazione del modellousointerrogare molte volte il modello per costruirne una copia
Inferenza di appartenenza e inversioneusocapire se una persona era nei dati di addestramento, o ricostruirne i dati

Due riferimenti da conoscere. La OWASP Top 10 per le applicazioni LLM (edizione 2025) elenca: prompt injection; divulgazione di informazioni sensibili; catena di fornitura; avvelenamento di dati e modelli; gestione impropria dell'output; autonomia eccessiva (excessive agency); fuga del prompt di sistema; debolezze di vettori ed embedding; disinformazione; consumo illimitato di risorse. MITRE ATLAS è il catalogo di tattiche e tecniche di attacco ai sistemi di AI, costruito sul modello di MITRE ATT&CK (vedi il capitolo 11).

Il red teaming è la prova offensiva organizzata: una squadra cerca di far sbagliare il sistema prima che lo faccia un avversario. È uno degli obblighi dei modelli con rischio sistemico (test avversariali, articolo 55).

Esercitazione: AI affidabile

domande di allenamento

Scegli una risposta per domanda.

Mappa concettuale · AI affidabile
  • AI affidabile
    • equità tre definizioni
      • con tassi di base diversi incompatibili
      • indizio regola dei 4/5
    • spiegabilità locale o globale
      • metodi SHAP, LIME, controfattuali
    • tracciabilità model card, log, audit
    • sicurezza attacchi propri dell'AI
      • elenchi OWASP LLM, MITRE ATLAS
      • prova red teaming
In sintesi

Equità, spiegabilità, tracciabilità e sicurezza si misurano ciascuna a parte. Le definizioni di equità si escludono a vicenda: la scelta va motivata. La sorveglianza umana deve essere reale, non una firma.

8 · Politiche sull'AI e loro applicazione · categoria 3 dell'Allegato II

La strategia europea tiene insieme due cose che spesso si contraddicono: regolare l'AI e recuperare il ritardo nel costruirla

La terza categoria di mansioni chiede di capire il rapporto tra tecnologia e politiche, seguire tendenze e impatto sociale, conoscere l'ecosistema dei modelli per finalità generali e i nuovi rischi, valutare le strategie di organizzazioni pubbliche e private. In una domanda a scelta multipla questo diventa quasi sempre: quale atto, in quale anno, con quale scopo. Dal 2018 la politica europea si muove su due binari, che la Commissione chiama eccellenza (investimenti, calcolo, dati, competenze) e fiducia (regole, diritti, sicurezza).

Le tappe

QuandoAttoChe cosa porta
apr 2018Comunicazione «L'intelligenza artificiale per l'Europa»prima strategia: investimenti, preparazione ai cambiamenti socioeconomici, quadro etico e giuridico
dic 2018Piano coordinato sull'AI con gli Stati membriallineare le strategie nazionali; rivisto nel 2021
apr 2019Orientamenti etici per un'AI affidabile (HLEG)i sette requisiti (capitolo 6)
feb 2020Libro bianco sull'AI e strategia europea per i datil'«ecosistema di eccellenza e di fiducia», l'idea di regolare in base al rischio
apr 2021Proposta di regolamento sull'AI e revisione del piano coordinatol'impianto a livelli di rischio
gen 2024Pacchetto per l'innovazione nell'AIistituzione dell'AI Office; AI Factories sui supercomputer EuroHPC; iniziativa GenAI4EU
mag–ago 2024AI Act adottato (maggio), pubblicato (12 luglio), in vigore dal 1° agostocapitolo 5
set 2024L'UE firma la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sull'AIprimo trattato internazionale vincolante su AI, diritti umani, democrazia e Stato di diritto
feb 2025Vertice di Parigi sull'azione per l'AI; iniziativa InvestAIobiettivo di mobilitare 200 miliardi di euro, di cui 20 per le AI Gigafactories; ritirata la proposta di direttiva sulla responsabilità per l'AI
apr 2025Piano d'azione per il continente dell'AI (AI Continent Action Plan)cinque pilastri: infrastruttura di calcolo, dati, adozione e algoritmi, competenze, semplificazione normativa (con un servizio di assistenza sull'AI Act)
lug 2025Codice di buone pratiche per i modelli per finalità generalicapitolo 5
ott 2025Strategia «Apply AI» e strategia per l'AI nella scienzaportare l'AI nei settori (sanità, industria, pubblica amministrazione…) e nelle PMI; risorse comuni per la ricerca (RAISE)
nov 2025Pacchetto «Digital Omnibus» e strategia per l'Unione dei datisemplificazione delle norme digitali, rinvio proposto per l'alto rischio

Laboratorio: metti in ordine le tappe

esercitazione · date reali

Clicca gli atti dal più vecchio al più recente; un errore viene segnalato e puoi riprovare.

    Eccellenza: calcolo, dati, adozione

    L'infrastruttura passa per l'impresa comune EuroHPC (European High Performance Computing Joint Undertaking), che possiede e gestisce i supercomputer europei. Le AI Factories sono centri costruiti intorno a questi supercomputer che offrono calcolo, dati e supporto a start-up, PMI e ricercatori per addestrare e adattare modelli; le AI Gigafactories sono impianti molto più grandi, con l'obiettivo di addestrare modelli di frontiera. La strategia Apply AI sposta l'accento dalla costruzione all'uso: l'Europa ha ricerca forte ma adozione lenta nelle imprese e nelle amministrazioni.

    Sul lato dei dati, la strategia del 2020 ha prodotto il Data Governance Act, il Data Act e gli spazi comuni europei di dati per settore (sanità, energia, mobilità…), che la guida AD 7 tratta nel capitolo sulla governance dei dati.

    Fiducia: l'AI Act e le norme intorno

    L'AI Act non è l'unica norma che tocca l'AI. Le altre da riconoscere:

    NormaChe cosa c'entra con l'AI
    GDPR e Regolamento (UE) 2018/1725dati personali in addestramento e uso, decisioni automatizzate (capitolo 6)
    Direttiva (UE) 2024/2853 sulla responsabilità per danno da prodotti difettosiil software, AI compresa, è un prodotto: il produttore risponde dei danni senza bisogno di provare la colpa. Recepimento entro dicembre 2026
    Direttiva (UE) 2019/790 sul diritto d'autore nel mercato unico digitaleeccezioni per l'estrazione di testo e dati, con diritto dei titolari di riservarsi (opt-out) fuori dalla ricerca
    Regolamento sui servizi digitali (DSA, Digital Services Act)le piattaforme molto grandi valutano i rischi sistemici dei loro sistemi di raccomandazione
    Direttiva (UE) 2024/2831 sul lavoro mediante piattaforme digitalilimiti e trasparenza sulla gestione algoritmica dei lavoratori
    Regolamento sulla ciberresilienza (CRA, Cyber Resilience Act)requisiti di sicurezza per i prodotti con elementi digitali (capitolo 12)

    Il quadro internazionale

    Principi dell'OCSE sull'AI
    Adottati nel 2019 e aggiornati nel 2024; la loro definizione di sistema di AI è nell'AI Act.
    anche il G20 li ha fatti propri
    Processo di Hiroshima del G7
    Principi guida e codice di condotta volontario per chi sviluppa sistemi di AI avanzati (ottobre 2023).
    sostenuto dalla Commissione
    Convenzione quadro del Consiglio d'Europa
    Adottata a maggio 2024, aperta alla firma a settembre 2024: trattato vincolante che copre l'uso dell'AI da parte delle autorità pubbliche e, con margini di scelta, dei privati.
    firmata anche da paesi non europei
    Vertici sulla sicurezza e sull'azione dell'AI
    Bletchley Park (novembre 2023, dichiarazione sui rischi dei modelli di frontiera), Seul (maggio 2024), Parigi (febbraio 2025), Nuova Delhi (febbraio 2026).
    rete degli istituti per la sicurezza dell'AI
    Nazioni Unite
    Patto digitale globale (settembre 2024) e, dal 2025, un gruppo scientifico internazionale indipendente sull'AI e un dialogo globale sulla governance.
    Assemblea generale

    Il confronto con gli altri grandi attori è utile per le domande di ragionamento: gli Stati Uniti procedono soprattutto con atti dell'esecutivo e norme dei singoli Stati, senza una legge federale orizzontale; la Cina ha regole specifiche per tipo di servizio (algoritmi di raccomandazione, sintesi profonda, AI generativa). L'Unione è l'unica con un regolamento orizzontale basato sul rischio, e conta su un «effetto Bruxelles»: chi vuole vendere nel mercato europeo si adegua, e spesso estende le stesse regole altrove.

    L'ecosistema dei modelli generali e i nuovi rischi

    Pochi fornitori, quasi tutti extraeuropei, addestrano i modelli di frontiera; migliaia di imprese costruiscono prodotti sopra di loro. Questa struttura a catena del valore spiega perché l'AI Act chiede ai fornitori di modelli generali di dare informazioni a chi sta a valle: senza, il fornitore del sistema finale non può rispettare i propri obblighi. I modelli open-weight allargano l'accesso e la verificabilità, ma una volta pubblicati i pesi non si possono ritirare né controllarne l'uso.

    I rischi sistemici discussi a livello internazionale, per esempio nell'International AI Safety Report (gennaio 2025, coordinato da Yoshua Bengio), sono in tre famiglie: uso malevolo (aiuto ad attacchi informatici, informazioni su armi chimiche o biologiche, manipolazione e disinformazione), malfunzionamenti (errori, bias, perdita di controllo su sistemi autonomi), rischi sistemici (concentrazione del mercato, impatto sul lavoro, consumo di energia, dipendenza da pochi fornitori).

    Valutare la strategia di un'organizzazione

    Una domanda può chiedere di giudicare la strategia AI di un ente. Le dimensioni da guardare sono sempre le stesse: obiettivi legati a problemi reali e misurabili; dati disponibili, di qualità e utilizzabili legalmente; competenze e formazione (anche l'obbligo di alfabetizzazione dell'articolo 4); infrastruttura e dipendenza dai fornitori; governance e gestione del rischio (inventario dei sistemi, classificazione AI Act, DPIA e FRIA); sostenibilità, economica e ambientale. La Commissione stessa ha adottato nel 2024 una comunicazione sull'uso dell'AI al proprio interno (AI@EC), con regole per il personale sull'uso degli strumenti di AI generativa e strumenti interni come GPT@EC.

    Attenzione

    Le iniziative di politica cambiano in fretta e una domanda può riguardare un atto uscito dopo la stesura di questa guida. Prima della prova controlla le ultime comunicazioni della Commissione sulla pagina della strategia digitale e lo stato del Digital Omnibus.

    Esercitazione: la politica europea sull'AI

    domande di allenamento

    Scegli una risposta per domanda.

    Mappa concettuale · politica europea sull'AI
    • Approccio europeo
      • eccellenza calcolo e adozione
        • con AI Factories, InvestAI, Apply AI
      • fiducia AI Act
        • insieme a GDPR, responsabilità da prodotto, DSA
      • nel mondo OCSE, G7, Consiglio d'Europa
      • rischi nuovi modelli di frontiera
        • famiglie uso malevolo, malfunzionamento, sistemici
    In sintesi

    Dal 2018 l'Unione lavora su eccellenza e fiducia: piano coordinato, libro bianco, AI Act, poi AI Factories, InvestAI, piano per il continente dell'AI e Apply AI. Nel mondo, l'AI Act è l'unica legge orizzontale basata sul rischio.

    Parte seconda

    Cybersecurity

    9 · Gestione del rischio e garanzia della sicurezza · categoria 1 dell'Allegato II

    Non si protegge tutto allo stesso modo: si stima quanto costa perdere ciascuna cosa, e si spende di conseguenza

    Analogia · la casa e la cassaforte

    Nessuno mette una porta blindata al ripostiglio e lascia aperta la stanza con i gioielli. In sicurezza informatica si fa la stessa cosa in modo sistematico: si elencano i beni, si stima che cosa li minaccia e quanto costerebbe perderli, e si sceglie dove mettere le difese.

    Il vocabolario di base è condiviso da tutti gli standard. Un bene (asset) è ciò che ha valore: dati, sistemi, servizi, reputazione. Una minaccia è ciò che può causare un danno (un gruppo criminale, un guasto, un errore umano). Una vulnerabilità è la debolezza che la minaccia può sfruttare (un software non aggiornato, una password debole). Il rischio nasce dall'incontro dei tre e si misura con due grandezze: la probabilità che accada e l'impatto se accade.

    L'impatto si descrive sulle tre proprietà della triade RID (in inglese CIA): riservatezza (solo chi è autorizzato vede), integrità (nessuno altera senza autorizzazione), disponibilità (il servizio c'è quando serve). Spesso si aggiungono autenticità e non ripudio (chi ha firmato non può negarlo).

    I quadri di riferimento

    QuadroChe cos'èDa ricordare
    ISO/IEC 27001:2022requisiti di un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni (SGSI, in inglese ISMS); certificabileciclo Plan-Do-Check-Act; l'Allegato A elenca 93 controlli in quattro temi: organizzativi, persone, fisici, tecnologici. La dichiarazione di applicabilità dice quali si applicano e perché
    ISO/IEC 27002guida all'attuazione dei controllinon certificabile: spiega i controlli della 27001
    ISO/IEC 27005gestione del rischio per la sicurezza delle informazioniidentificazione, analisi, valutazione, trattamento
    NIST CSF 2.0 (febbraio 2024)quadro statunitense volontario, molto usato anche in Europasei funzioni: Govern (aggiunta nella 2.0), Identify, Protect, Detect, Respond, Recover; profili attuale e obiettivo
    CIS Controls18 controlli prioritari del Center for Internet Securityper chi parte: inventario dei beni e del software, configurazioni sicure, gestione delle vulnerabilità

    Una valutazione della maturità misura a che livello un'organizzazione applica questi controlli, di solito su una scala da iniziale (fatto a caso) a ottimizzato (misurato e migliorato di continuo), e confronta il profilo attuale con quello obiettivo. Per le istituzioni dell'Unione è un obbligo periodico del Regolamento 2023/2841 (capitolo 12).

    Misurare il rischio: matrice e perdita attesa

    Il metodo qualitativo più diffuso è la matrice probabilità × impatto, ciascuno su una scala da 1 a 5: il prodotto dice la priorità. Il metodo quantitativo stima una perdita in euro all'anno, la ALE (Annualized Loss Expectancy, perdita annua attesa), e permette di confrontarla con il costo di un controllo.

    Perdita annua attesa, e quanto vale un controllo

    SLE=valore del bene × fattore di esposizione = 200.000 € × 30% = 60.000 €SLE, Single Loss Expectancy: perdita per un singolo evento
    ALE prima=SLE × ARO = 60.000 € × 0,5 = 30.000 € all'annoARO, Annualized Rate of Occurrence: un evento ogni due anni
    ALE dopo il controllo=60.000 € × 0,1 = 6.000 € all'anno
    valore netto=(30.000 − 6.000) − 10.000 = 14.000 € all'annoil controllo costa 10.000 € all'anno

    Il controllo conviene se la riduzione della perdita attesa supera il suo costo annuo. Le stime di ARO sono incerte: il conto serve a confrontare opzioni, non a prevedere il futuro.

    Laboratorio: matrice del rischio e trattamento

    matematica reale

    Imposta probabilità e impatto per vedere il livello sulla matrice; poi imposta valore, esposizione, frequenza e costo del controllo per vedere se il controllo conviene.

    Le soglie della matrice (basso fino a 4, medio fino a 9, alto fino a 15, critico oltre) sono una convenzione comune: ogni organizzazione fissa le proprie nella sua metodologia, insieme alla propensione al rischio.

    Le opzioni di trattamento sono le stesse del capitolo 6: ridurre, evitare, trasferire (un'assicurazione, un contratto con il fornitore), accettare. Il rischio che resta dopo il trattamento è il rischio residuo, e deve essere accettato formalmente dal proprietario del rischio, cioè da chi ha l'autorità sul bene, non dal reparto informatico.

    Gestione delle vulnerabilità

    Ogni vulnerabilità pubblica riceve un identificativo CVE (Common Vulnerabilities and Exposures, per esempio CVE-2021-44228, Log4Shell). La gravità tecnica si esprime con il punteggio CVSS (Common Vulnerability Scoring System, versioni 3.1 e 4.0) da 0 a 10:

    CVSS00,1–3,94,0–6,97,0–8,99,0–10
    Gravitànessunabassamediaaltacritica

    Il CVSS misura quanto è grave una vulnerabilità se sfruttata, non quanto è probabile che lo sia. Per decidere l'ordine delle correzioni si aggiungono: l'EPSS (Exploit Prediction Scoring System, la probabilità stimata di sfruttamento nei prossimi 30 giorni), il catalogo KEV (Known Exploited Vulnerabilities, le vulnerabilità già sfruttate, tenuto dall'agenzia statunitense CISA), l'esposizione del sistema (raggiungibile da internet?) e la criticità del bene. In Europa l'ENISA (Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza) gestisce dal 2025 la banca dati europea delle vulnerabilità prevista dalla direttiva NIS2.

    Errore comune

    Correggere in ordine di CVSS e basta. Una vulnerabilità «media» già sfruttata su un server esposto a internet viene prima di una «critica» su un sistema isolato.

    La divulgazione coordinata delle vulnerabilità (CVD, Coordinated Vulnerability Disclosure) è il processo con cui chi scopre una falla la comunica al produttore e aspetta la correzione prima di renderla pubblica. La NIS2 affida a un CSIRT (Computer Security Incident Response Team) di ogni Stato membro il ruolo di coordinatore.

    Test di sicurezza: scansioni, penetration test, red team

    AttivitàChe cosa faChe cosa dice
    Scansione delle vulnerabilitàstrumenti automatici cercano versioni e configurazioni note come deboliun elenco ampio, con falsi positivi
    Penetration testun esperto prova davvero a sfruttare le debolezze, entro un perimetro e regole concordate per iscrittoche cosa un attaccante riesce a ottenere
    Red teamsimulazione realistica e prolungata di un avversario, anche con ingegneria sociale; il blue team (chi difende) di solito non è avvisatose l'organizzazione rileva e risponde
    Purple teamattacco e difesa lavorano insieme, tecnica per tecnicadove migliorare le rilevazioni

    Un penetration test si dice black box (il tester non sa nulla, come un attaccante esterno), grey box (sa qualcosa, per esempio ha un account utente) o white box (ha documentazione e codice). Le fasi tipiche: definizione del perimetro e delle regole d'ingaggio, ricognizione, scansione ed enumerazione, sfruttamento, post-sfruttamento (movimento laterale, escalation dei privilegi), rapporto con le correzioni raccomandate. Nel settore finanziario europeo il quadro TIBER-EU definisce i red team guidati dall'intelligence sulle minacce, e il regolamento DORA (Digital Operational Resilience Act) li rende obbligatori per le entità più rilevanti.

    Revisione degli accessi e metriche

    Il privilegio minimo dice che ognuno deve avere solo gli accessi necessari al proprio lavoro; la separazione dei compiti che una persona sola non deve poter completare un'operazione sensibile (chi crea un fornitore non lo paga). La revisione periodica degli accessi chiede ai responsabili di confermare o togliere i permessi di ciascuno, e il processo joiner-mover-leaver li aggiorna quando una persona entra, cambia ruolo o esce: gli accessi rimasti a chi ha cambiato ufficio sono una delle cause più comuni di incidenti.

    Per riferire alla direzione si usano due tipi di indicatori: i KPI (Key Performance Indicator) misurano come funzionano i controlli (percentuale di vulnerabilità critiche corrette entro i tempi stabiliti, copertura dell'autenticazione a più fattori); i KRI (Key Risk Indicator) segnalano che il rischio sta crescendo (numero di sistemi non più supportati, tasso di clic nelle simulazioni di phishing).

    Esercitazione: rischio e garanzia

    domande di allenamento

    Scegli una risposta per domanda.

    Mappa concettuale · rischio e garanzia
    • Rischio
      • nasce da bene, minaccia, vulnerabilità
        • impatto su riservatezza, integrità, disponibilità
      • si misura con probabilità × impatto
        • in euro ALE = SLE × ARO
      • si gestisce con ISO 27001, NIST CSF 2.0
      • si verifica con vulnerabilità e test
        • priorità CVSS + EPSS + KEV + esposizione
        • prove pentest, red team
    In sintesi

    Il rischio è probabilità per impatto su un bene; si gestisce con un sistema (ISO 27001, NIST CSF) e si tratta in quattro modi. Le vulnerabilità si ordinano per gravità, sfruttamento ed esposizione; i test dicono che cosa un attaccante ottiene davvero.

    10 · Architettura, progettazione e tecnologia · categoria 2 dell'Allegato II

    Il perimetro non esiste più: ogni richiesta va verificata come se arrivasse da internet, perché spesso è così

    Il bando chiede di progettare l'architettura di sicurezza di sistemi informatici, cloud e ibridi, di conoscere controlli e prodotti (SIEM, XDR, IAM, PAM e simili), lo sviluppo sicuro, la crittografia, il DevSecOps e l'uso di AI e calcolo quantistico nella sicurezza. Il filo comune è un cambio di modello: dalla rete aziendale considerata sicura a ogni accesso verificato.

    Difesa in profondità e zero trust

    La difesa in profondità mette più strati di controlli indipendenti, in modo che il cedimento di uno non basti: rete, sistema, applicazione, dati, persone. Il modello a perimetro («dentro il firewall ci si fida») è stato superato da cloud, lavoro da remoto e attacchi che partono da un computer interno compromesso.

    Lo zero trust, descritto dal NIST nella pubblicazione SP 800-207 (2020), parte da tre idee: nessuna fiducia implicita per posizione di rete; ogni accesso a una risorsa è deciso di volta in volta in base a identità, stato del dispositivo e contesto; privilegio minimo e microsegmentazione per limitare i movimenti laterali. Un punto di decisione (policy decision point) valuta la richiesta, un punto di applicazione (policy enforcement point) la lascia passare o la blocca.

    Identità e accessi: IAM e PAM

    L'IAM (Identity and Access Management) gestisce chi è chi e che cosa può fare. Le quattro fasi sono identificazione (dichiaro chi sono), autenticazione (lo dimostro), autorizzazione (che cosa mi è permesso), tracciamento (che cosa ho fatto). L'autenticazione a più fattori (MFA, Multi-Factor Authentication) combina fattori di tipo diverso: qualcosa che so (password), che ho (telefono, chiavetta), che sono (impronta). Due password non sono due fattori.

    Da ricordare · MFA resistente al phishing

    Un codice via SMS o un'app che chiede «approvi?» si possono carpire con una pagina falsa o con richieste ripetute finché l'utente accetta (MFA fatigue). Le chiavi FIDO2 e le passkey legano la risposta al dominio vero, quindi una pagina falsa non riceve nulla di utile.

    ProtocolloServe aDa non confondere
    SAML 2.0accesso unico (SSO, Single Sign-On) federato, messaggi XML; diffuso nelle applicazioni aziendali—
    OAuth 2.0autorizzazione delegata: un'applicazione ottiene un token per agire su risorse per conto dell'utentenon è un protocollo di autenticazione
    OpenID Connectstrato di identità sopra OAuth 2.0: aggiunge un ID token (in formato JWT) che dice chi è l'utenteusa OAuth, ma serve ad autenticare
    Kerberos, LDAPautenticazione e directory nelle reti aziendali (Active Directory)—

    I modelli di controllo degli accessi più citati sono RBAC (Role-Based Access Control, permessi assegnati ai ruoli), ABAC (Attribute-Based, decisioni su attributi di utente, risorsa e contesto), DAC (discrezionale, decide il proprietario della risorsa) e MAC (obbligatorio, etichette di classificazione imposte dal sistema, come nelle informazioni classificate).

    Il PAM (Privileged Access Management) protegge gli account con privilegi elevati (amministratori, account di servizio): credenziali custodite in una cassaforte e ruotate, accesso just-in-time concesso solo per il tempo necessario, registrazione delle sessioni, approvazione per le operazioni critiche. Gli account privilegiati sono il primo obiettivo di un attaccante dopo l'ingresso.

    Controlli e prodotti: che cosa fa ciascuno

    SiglaNomeChe cosa fa
    SIEMSecurity Information and Event Managementraccoglie i log da tutta l'infrastruttura, li correla e genera allarmi; conserva le prove
    SOARSecurity Orchestration, Automation and Responseautomatizza la risposta con playbook (isolare un host, bloccare un indirizzo, aprire un ticket)
    EDREndpoint Detection and Responsesorveglia i comportamenti su computer e server, isola il dispositivo, conserva la telemetria
    XDRExtended Detection and Responseestende la rilevazione dell'EDR a rete, email, cloud e identità, correlando le fonti
    IDS / IPSIntrusion Detection / Prevention Systemrileva (IDS) o blocca (IPS) traffico malevolo per firme o anomalie
    WAFWeb Application Firewallfiltra le richieste HTTP verso un'applicazione web (iniezioni, attacchi noti)
    DLPData Loss Preventionimpedisce che dati sensibili escano (email, chiavette, cloud)
    CASBCloud Access Security Brokercontrolla l'uso dei servizi cloud da parte degli utenti

    Per la posta elettronica, tre record DNS proteggono dal furto del mittente: SPF (quali server possono inviare per il dominio), DKIM (firma crittografica dei messaggi), DMARC (che cosa fare dei messaggi che falliscono i controlli, e a chi riferire).

    Crittografia: che cosa garantisce ogni strumento

    StrumentoEsempiGarantisceCome
    Cifratura simmetricaAESriservatezzauna sola chiave per cifrare e decifrare; veloce, ma la chiave va condivisa
    Cifratura asimmetricaRSA, curve ellitticheriservatezza, scambio di chiavichiave pubblica per cifrare, privata per decifrare; lenta, si usa per scambiare una chiave simmetrica
    Funzione di hashSHA-256, SHA-3integritàimpronta di lunghezza fissa; non si inverte; non è cifratura
    MAC / HMACHMAC-SHA256integrità e autenticitàhash con una chiave segreta condivisa
    Firma digitaleRSA, ECDSA, EdDSAintegrità, autenticità, non ripudiosi firma l'hash con la chiave privata, chiunque verifica con la pubblica

    Chi garantisce che una chiave pubblica appartenga davvero a qualcuno? La PKI (Public Key Infrastructure): un'autorità di certificazione firma un certificato (formato X.509) che lega la chiave a un'identità. Il protocollo TLS 1.3, che protegge HTTPS, usa la crittografia asimmetrica per autenticare il server e concordare una chiave (con uno scambio Diffie-Hellman effimero, che dà la segretezza in avanti: rubare la chiave privata domani non decifra il traffico di oggi), poi cifra tutto in modo simmetrico. Le password non si cifrano: si conservano con un hash lento e con sale (Argon2, bcrypt), perché un attaccante che ruba l'archivio non possa provarle in fretta.

    Laboratorio: un carattere cambiato, metà dell'impronta diversa

    matematica reale · SHA-256 del browser

    Modifica uno dei due testi anche di un solo carattere e osserva quanti dei 256 bit dell'impronta cambiano.

    L'hash è calcolato davvero dal browser (Web Crypto API). È l'«effetto valanga»: per questo un hash rivela qualunque alterazione, ma da solo non dice chi l'ha fatta; per quello serve una firma o un MAC.

    Il calcolo quantistico e la crittografia post-quantistica

    Un computer quantistico abbastanza grande eseguirebbe l'algoritmo di Shor, che fattorizza i numeri e risolve il logaritmo discreto in tempo polinomiale: RSA e curve ellittiche sarebbero rotti. Sulla crittografia simmetrica l'effetto è minore: l'algoritmo di Grover accelera la ricerca esaustiva con un guadagno quadratico, che si compensa raddoppiando la lunghezza della chiave.

    Quanto toglie Grover a una chiave simmetrica

    ricerca classica, AES-128≈2128 tentativi
    con Grover≈√2128 = 264 passi
    AES-256 con Grover≈2128 passisicurezza ancora adeguata

    Per la parte simmetrica basta AES-256; la parte asimmetrica va sostituita con algoritmi nuovi.

    Nell'agosto 2024 il NIST ha pubblicato i primi standard di crittografia post-quantistica: FIPS 203 (ML-KEM, derivato da Kyber, per lo scambio di chiavi), FIPS 204 (ML-DSA, da Dilithium, per le firme) e FIPS 205 (SLH-DSA, da SPHINCS+, firme basate su hash). La minaccia è già attuale per i dati a lunga riservatezza: chi registra oggi traffico cifrato può decifrarlo domani («harvest now, decrypt later»). Nel 2025 gli Stati membri e la Commissione hanno concordato una tabella di marcia: iniziare la transizione entro il 2026, proteggere i sistemi critici entro il 2030, completarla per quanto possibile entro il 2035. La parola chiave è agilità crittografica: progettare i sistemi in modo che cambiare algoritmo sia una configurazione, non una riscrittura. Nella fase di passaggio si usano schemi ibridi, classico e post-quantistico insieme.

    Sviluppo sicuro e DevSecOps

    Correggere un difetto di sicurezza costa tanto meno quanto prima lo si trova. Il DevSecOps porta i controlli dentro la pipeline di sviluppo («shift left», spostarli a sinistra nel ciclo):

    1. Progetto: modellazione delle minacce, per esempio con STRIDE (Spoofing, falsificazione dell'identità; Tampering, manomissione; Repudiation, ripudio; Information disclosure, divulgazione; Denial of service, negazione del servizio; Elevation of privilege, aumento dei privilegi).
    2. Codice: regole di programmazione sicura; scansione dei segreti (chiavi e password nel codice).
    3. Compilazione: SAST (Static Application Security Testing, analisi del codice sorgente) e SCA (Software Composition Analysis, vulnerabilità nelle librerie di terzi).
    4. Prova: DAST (Dynamic, test dell'applicazione in esecuzione dall'esterno).
    5. Rilascio: controllo delle immagini dei container e dei file di infrastruttura come codice; SBOM (Software Bill of Materials, l'elenco dei componenti del software), richiesta dal Cyber Resilience Act.

    La OWASP Top 10 elenca i rischi più comuni delle applicazioni web; il controllo degli accessi difettoso (broken access control) è al primo posto nelle edizioni recenti, seguito da errori di configurazione, problemi crittografici e iniezioni. Gli attacchi alla catena di fornitura del software (SolarWinds nel 2020, la backdoor nella libreria xz nel 2024) mostrano che il codice di terzi è parte della propria superficie di attacco.

    Esercitazione: architettura e tecnologia

    domande di allenamento

    Scegli una risposta per domanda.

    Mappa concettuale · architettura di sicurezza
    • Architettura di sicurezza
      • principio zero trust
        • con microsegmentazione, privilegio minimo
      • identità IAM e PAM
        • autenticare MFA, OpenID Connect
        • autorizzare OAuth 2.0, RBAC
      • rilevare SIEM, EDR, XDR
      • proteggere i dati crittografia
        • minaccia quantistica ML-KEM, ML-DSA
      • nel codice DevSecOps
    In sintesi

    Zero trust: ogni accesso è verificato. L'identità è il nuovo perimetro (MFA resistente al phishing, PAM). Hash per l'integrità, firma per il non ripudio, cifratura per la riservatezza; RSA e curve ellittiche vanno sostituite prima che arrivi un computer quantistico.

    11 · Operazioni di sicurezza e risposta agli incidenti · categoria 3 dell'Allegato II

    Prima o poi qualcuno entra: conta quanto presto lo si vede, quanto in fretta lo si contiene e che cosa si impara

    Il bando chiede di saper monitorare e rilevare le minacce, cercarle in modo proattivo (threat hunting), condurre analisi forensi e risposta agli incidenti, migliorare un SOC (Security Operations Center, centro operativo di sicurezza) e fornire servizi di CSIRC (Computer Security Incident Response Capability). Il presupposto di tutto il capitolo è il principio «assume breach»: progettare le operazioni come se l'attaccante fosse già dentro.

    Il SOC: persone, processi, strumenti

    Un SOC sorveglia l'infrastruttura in continuo, di solito con il SIEM al centro (capitolo 10). Il lavoro è organizzato per livelli: il livello 1 smista gli allarmi e scarta i falsi positivi; il livello 2 indaga gli incidenti confermati; il livello 3 fa analisi avanzate, threat hunting e scrive nuove regole di rilevazione. Il problema cronico è l'affaticamento da allarmi: troppi falsi positivi fanno ignorare quelli veri. Migliorare un SOC vuol dire soprattutto regole di rilevazione migliori (legate a tecniche di attacco reali), automazione delle risposte ripetitive (SOAR) e metriche.

    MTTD
    Mean Time To Detect: tempo medio tra l'inizio di un incidente e la sua rilevazione.
    da ridurre
    MTTR
    Mean Time To Respond (o Recover): tempo medio tra la rilevazione e il contenimento o il ripristino.
    da ridurre
    Dwell time
    Quanto un attaccante resta nella rete senza essere scoperto.
    spesso settimane

    Come pensano gli attaccanti: kill chain e ATT&CK

    La Cyber Kill Chain di Lockheed Martin descrive un attacco in sette fasi: ricognizione, armamento (preparare il malware), consegna (email, sito), sfruttamento, installazione, comando e controllo, azioni sugli obiettivi. L'idea utile è che interrompere una sola fase interrompe l'attacco.

    MITRE ATT&CK è una base di conoscenza, costruita su attacchi osservati, di tattiche (il perché: l'obiettivo di un passo) e tecniche (il come). Le tattiche della matrice per le reti aziendali sono 14: ricognizione, sviluppo delle risorse, accesso iniziale, esecuzione, persistenza, escalation dei privilegi, elusione delle difese, accesso alle credenziali, scoperta, movimento laterale, raccolta, comando e controllo, esfiltrazione, impatto. Serve a misurare la copertura delle regole di rilevazione e a descrivere i gruppi di attaccanti con un linguaggio comune.

    Intelligence sulle minacce e threat hunting

    L'intelligence sulle minacce (threat intelligence) va dal livello strategico (chi ci prende di mira e perché, per la direzione) a quello tecnico (indicatori da caricare negli strumenti). Gli indicatori di compromissione (IoC, Indicator of Compromise) sono tracce concrete: l'hash di un file, un indirizzo IP, un dominio. La piramide del dolore di David Bianco li ordina per quanto costa all'attaccante cambiarli: un hash si cambia in un secondo, le tattiche e le tecniche (TTP) quasi mai, quindi le rilevazioni basate sul comportamento durano di più.

    Le informazioni si condividono con il TLP (Traffic Light Protocol, versione 2.0): TLP:RED solo ai destinatari presenti, TLP:AMBER dentro la propria organizzazione e ai clienti che ne hanno bisogno (AMBER+STRICT solo dentro l'organizzazione), TLP:GREEN alla propria comunità, TLP:CLEAR senza limiti. I formati di scambio sono STIX e TAXII; la piattaforma MISP è molto usata nelle comunità europee.

    Il threat hunting non aspetta un allarme: parte da un'ipotesi («se un gruppo usasse questa tecnica, lascerebbe queste tracce») e la verifica nei dati. Ciò che trova diventa una nuova regola di rilevazione.

    Il ciclo di risposta agli incidenti

    1. Preparazione: piano di risposta, ruoli, contatti, strumenti, esercitazioni, backup provati.
    2. Rilevazione e analisi: confermare l'incidente, valutarne portata e gravità, classificarlo, avviare le notifiche.
    3. Contenimento: fermare la propagazione (isolare host, disattivare account), prima a breve termine poi stabile, conservando le prove.
    4. Eradicazione: eliminare la causa (malware, accessi creati dall'attaccante, vulnerabilità sfruttata).
    5. Ripristino: tornare in esercizio da fonti pulite, con monitoraggio rafforzato.
    6. Attività successive: lezioni apprese, rapporto finale, miglioramento dei controlli.

    È il ciclo della guida NIST SP 800-61 (la revisione 3 dell'aprile 2025 lo riorganizza sulle funzioni del CSF 2.0) e, con nomi quasi uguali, del modello SANS (preparazione, identificazione, contenimento, eradicazione, ripristino, lezioni apprese).

    Errore comune

    Spegnere o reinstallare subito la macchina infetta. Si perde la memoria volatile, che può contenere chiavi, processi e connessioni dell'attaccante, e spesso l'attaccante ha altri punti di accesso. Prima si contiene isolando dalla rete, si raccolgono le prove, poi si pulisce.

    Da ricordare · ransomware

    Contro il ransomware conta soprattutto la preparazione: backup offline o immutabili e provati, segmentazione, MFA sugli accessi remoti. Le autorità europee raccomandano di non pagare: il pagamento non garantisce il recupero e finanzia nuovi attacchi.

    I termini di notifica

    Durante un incidente gli orologi delle norme partono quasi tutti da quando l'organizzazione viene a conoscenza dell'incidente, non da quando è iniziato. Confonderli è un errore tipico.

    Laboratorio: le scadenze di un incidente significativo

    esercitazione · termini delle norme

    Imposta il momento in cui l'organizzazione viene a conoscenza dell'incidente e scegli il regime: il riquadro calcola le scadenze.

    Termini essenziali: le norme hanno dettagli in più (relazioni intermedie su richiesta, classificazione dell'incidente come «significativo» o «grave», in DORA il termine iniziale di 4 ore decorre dalla classificazione). Il mese è calcolato come mese di calendario.

    Analisi forense digitale

    L'analisi forense ricostruisce che cosa è successo in modo che il risultato regga davanti a un giudice o a un'autorità. Tre regole:

    1. Ordine di volatilità (RFC 3227): si raccoglie prima ciò che sparisce prima. Registri e cache, poi memoria, tabelle dei processi e delle connessioni, poi file temporanei, poi disco, poi log remoti, infine supporti d'archivio.
    2. Copia forense: si lavora su un'immagine bit per bit, acquisita con un blocco di scrittura, e se ne calcola l'hash per dimostrare che non è cambiata.
    3. Catena di custodia: chi ha raccolto ogni prova, quando, dove è stata conservata, chi l'ha toccata. Una prova senza catena di custodia vale poco.

    Il prodotto finale è una linea temporale degli eventi (accesso iniziale, movimenti, dati toccati) che risponde alle domande che contano per le notifiche: quali dati, di chi, da quando.

    CSIRT, CERT-EU e la cooperazione europea

    Un CSIRT (Computer Security Incident Response Team) è la squadra che gestisce gli incidenti per una comunità. Per le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione questo ruolo è del CERT-EU, che con il Regolamento 2023/2841 è diventato il Servizio per la cibersicurezza delle istituzioni dell'Unione (mantenendo la sigla): raccoglie le notifiche, coordina la risposta, condivide l'intelligence. Tra gli Stati membri la NIS2 organizza la rete dei CSIRT (cooperazione tecnica) e la rete EU-CyCLONe (gestione delle crisi informatiche su larga scala), mentre l'ENISA dà supporto a entrambe.

    Esercitazione: operazioni e incidenti

    domande di allenamento

    Scegli una risposta per domanda.

    Mappa concettuale · operazioni e incidenti
    • Operazioni di sicurezza
      • sorveglia SOC a livelli
        • misura MTTD, MTTR
      • capisce l'attacco con kill chain, ATT&CK
        • indicatori durevoli TTP più degli hash
      • risponde con ciclo dell'incidente
        • prima di pulire contenere e conservare le prove
        • notifica 24 h, 72 h, 1 mese
      • ricostruisce con analisi forense
        • regole volatilità, hash, catena di custodia
    In sintesi

    Il SOC rileva, il threat hunting cerca senza aspettare, la risposta segue preparazione, rilevazione, contenimento, eradicazione, ripristino e lezioni apprese. Le prove si raccolgono in ordine di volatilità e con catena di custodia; le notifiche partono dalla conoscenza dell'incidente.

    12 · Governance, norme, competenze e servizi fiduciari · categorie 4 e 5 dell'Allegato II

    Le norme europee sulla cybersecurity dicono tutte la stessa cosa a soggetti diversi: gestisci il rischio, rispondi della sicurezza al vertice, notifica in fretta

    Le ultime due categorie di mansioni riguardano la governance (strategia pluriennale, politiche e norme, conformità e audit, rappresentanza nei gruppi interistituzionali) e la sensibilizzazione e consulenza (formazione, gestione delle identità, firme elettroniche e servizi fiduciari). In una domanda a scelta multipla diventano: quale norma si applica a chi, con quali obblighi e in quali tempi.

    Chi è soggetto a che cosa

    NormaA chi si applicaIl cuore
    Regolamento (UE, Euratom) 2023/2841istituzioni, organi e organismi dell'Unionequadro interno di gestione del rischio, valutazione della maturità, piano di cibersicurezza, notifica al CERT-EU
    Direttiva NIS2 (UE) 2022/2555soggetti essenziali e importanti in 18 settori negli Stati membrimisure di gestione del rischio (art. 21), notifica degli incidenti (art. 23), responsabilità degli organi di gestione
    Cyber Resilience Act (UE) 2024/2847fabbricanti di prodotti con elementi digitalisicurezza fin dalla progettazione, gestione delle vulnerabilità, marcatura CE
    DORA (UE) 2022/2554entità finanziarie e loro fornitori ICT criticiresilienza operativa digitale, test, rischio da terze parti
    Cybersecurity Act (UE) 2019/881ENISA e sistemi di certificazionemandato permanente dell'ENISA, quadro europeo di certificazione della cibersicurezza
    Cyber Solidarity Act (UE) 2025/38Stati membri, Commissionesistema europeo di allerta, meccanismo per le emergenze, riserva dell'UE per la cibersicurezza
    eIDAS (UE) 910/2014, modificato da (UE) 2024/1183identità digitale e prestatori di servizi fiduciarifirme, sigilli, portafoglio europeo di identità digitale

    Il Regolamento 2023/2841: la cybersecurity nelle istituzioni dell'Unione

    È la norma che un amministratore AD 8 in cybersecurity applicherà ogni giorno. In vigore dal 7 gennaio 2024, chiede a ogni istituzione, organo e organismo dell'Unione:

    1. un quadro interno di gestione, governance e controllo dei rischi di cibersicurezza, adottato dal livello più alto della dirigenza, che ne risponde; da rivedere almeno ogni quattro anni;
    2. misure di gestione del rischio proporzionate, negli ambiti elencati dal regolamento (politiche, continuità operativa, catena di fornitura, gestione delle vulnerabilità, crittografia, controllo degli accessi, formazione…);
    3. una valutazione della maturità della cibersicurezza almeno ogni due anni, e un piano di cibersicurezza che ne derivi;
    4. un responsabile locale della cibersicurezza (LCO, Local Cybersecurity Officer) come punto di contatto;
    5. la notifica al CERT-EU degli incidenti significativi: allarme preliminare entro 24 ore, notifica entro 72 ore, relazione finale entro un mese.

    L'attuazione è sorvegliata dal Comitato interistituzionale per la cibersicurezza (IICB, Interinstitutional Cybersecurity Board), con un rappresentante per istituzione, che può emanare orientamenti, raccomandazioni e avvertimenti. Il CERT-EU fornisce il servizio di risposta agli incidenti e l'intelligence (capitolo 11).

    NIS2: i soggetti negli Stati membri

    La NIS2 ha sostituito la prima direttiva NIS del 2016; il termine di recepimento era il 17 ottobre 2024. Si applica, di regola, alle medie e grandi imprese (almeno 50 dipendenti o più di 10 milioni di euro di fatturato) di 18 settori: 11 ad alta criticità (energia, trasporti, banche, infrastrutture dei mercati finanziari, sanità, acqua potabile, acque reflue, infrastrutture digitali, gestione dei servizi ICT, pubblica amministrazione, spazio) e 7 critici (servizi postali, rifiuti, sostanze chimiche, alimenti, fabbricazione, fornitori digitali, ricerca). Alcuni soggetti vi rientrano a prescindere dalle dimensioni, come i fornitori di DNS e i prestatori di servizi fiduciari.

    I soggetti sono essenziali (vigilanza preventiva, sanzioni fino ad almeno 10 milioni o 2% del fatturato) o importanti (vigilanza successiva, fino ad almeno 7 milioni o 1,4%). Gli organi di gestione approvano le misure, ne sorvegliano l'attuazione, ne rispondono e devono seguire una formazione.

    Da ricordare · le dieci misure minime dell'articolo 21
    1. politiche di analisi dei rischi e di sicurezza dei sistemi informativi;
    2. gestione degli incidenti;
    3. continuità operativa: backup, ripristino in caso di disastro, gestione delle crisi;
    4. sicurezza della catena di approvvigionamento;
    5. sicurezza nell'acquisizione, nello sviluppo e nella manutenzione, compresa la gestione e la divulgazione delle vulnerabilità;
    6. valutazione dell'efficacia delle misure;
    7. igiene informatica di base e formazione;
    8. crittografia e, se del caso, cifratura;
    9. sicurezza del personale, controllo degli accessi, gestione dei beni;
    10. autenticazione a più fattori, comunicazioni protette.

    Le notifiche (articolo 23) al CSIRT o all'autorità nazionale seguono lo stesso schema del Regolamento 2023/2841: 24 ore, 72 ore, un mese.

    Cyber Resilience Act, Cyber Solidarity Act, Cybersecurity Act, DORA

    Il Cyber Resilience Act impone requisiti di cibersicurezza a hardware e software venduti nell'Unione: sicurezza fin dalla progettazione e per impostazione predefinita, gestione delle vulnerabilità per tutto il periodo di assistenza (di norma almeno cinque anni), aggiornamenti di sicurezza, SBOM, marcatura CE. I prodotti sono divisi in predefiniti, importanti (classi I e II) e critici, con valutazioni della conformità più severe per le classi alte. Gli obblighi di segnalare le vulnerabilità attivamente sfruttate e gli incidenti gravi, tramite la piattaforma unica dell'ENISA, si applicano dall'11 settembre 2026; il resto dall'11 dicembre 2027.

    Il Cybersecurity Act del 2019 ha dato all'ENISA (con sede ad Atene) un mandato permanente e ha creato il quadro europeo di certificazione della cibersicurezza per prodotti, servizi e processi, con livelli di affidabilità di base, sostanziale ed elevato; il primo sistema adottato è l'EUCC (2024), basato sui Common Criteria.

    Il Cyber Solidarity Act (in vigore da febbraio 2025) crea un sistema europeo di allerta (una rete di centri informatici transfrontalieri che rilevano le minacce), un meccanismo per le emergenze con una riserva dell'UE di fornitori di fiducia che possono intervenire su richiesta, e un meccanismo di riesame degli incidenti su larga scala.

    Il regolamento DORA, applicabile dal 17 gennaio 2025, è la norma settoriale per la finanza: gestione del rischio ICT, segnalazione degli incidenti gravi, test di resilienza (fino ai test di penetrazione guidati dalle minacce, ogni tre anni per le entità più rilevanti), registro dei contratti con fornitori ICT e sorveglianza europea dei fornitori critici.

    Altri soggetti da riconoscere: il Centro europeo di competenza per la cibersicurezza (ECCC, a Bucarest), che gestisce i finanziamenti di ricerca e industria; il Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica di Europol (EC3); il «pacchetto di strumenti della diplomazia informatica» con cui il Consiglio può adottare sanzioni contro gli autori di attacchi.

    Governance interna: dalla strategia alle procedure

    I documenti di governance hanno una gerarchia: la strategia (pluriennale, obiettivi e priorità), la politica (che cosa si deve fare, approvata dalla direzione), gli standard (requisiti obbligatori misurabili, per esempio la lunghezza minima delle chiavi), le procedure (come si fa, passo per passo), le linee guida (raccomandazioni non obbligatorie). Conformità e audit verificano che gli standard siano applicati: l'audit interno risponde alla direzione, quello esterno (nelle istituzioni anche la Corte dei conti europea) dà una garanzia indipendente. Una buona metrica di governance collega i rischi agli obiettivi dell'istituzione, non solo ai numeri tecnici.

    Sensibilizzazione e competenze

    Gran parte degli incidenti comincia da una persona: un clic su un link, una password riutilizzata, una richiesta urgente del «direttore». Una campagna di sensibilizzazione efficace è continua (non un corso all'anno), mirata per ruolo (chi gestisce pagamenti, chi amministra sistemi) e misurata (simulazioni di phishing, tasso di segnalazione oltre al tasso di clic). Il comportamento da premiare è la segnalazione rapida, non l'assenza di errori.

    Per le competenze professionali l'ENISA ha pubblicato nel 2022 il quadro europeo delle competenze in cibersicurezza (ECSF, European Cybersecurity Skills Framework), con 12 profili di ruolo (tra cui responsabile della sicurezza delle informazioni, risponditore agli incidenti, analista dell'intelligence sulle minacce, architetto, auditor, penetration tester); la Commissione ha lanciato nel 2023 la Cybersecurity Skills Academy.

    Identità digitale, firme elettroniche e servizi fiduciari

    Il regolamento eIDAS (electronic IDentification, Authentication and trust Services), riformato nel 2024 («eIDAS 2»), copre due cose: il riconoscimento reciproco dei mezzi di identificazione elettronica nazionali, con livelli di garanzia basso, significativo ed elevato, e i servizi fiduciari. La novità principale è il portafoglio europeo di identità digitale (EUDI Wallet): ogni Stato membro deve offrirne almeno uno ai cittadini, gratuitamente, entro la fine del 2026, per identificarsi, conservare attestati (patente, diplomi) e firmare.

    FirmaRequisitiEffetto giuridico
    Semplicedati in forma elettronica associati ad altri dati e usati per firmare (un nome digitato, una casella spuntata)non si possono negare gli effetti solo perché elettronica, ma il valore probatorio è da valutare
    Avanzataconnessa unicamente al firmatario, idonea a identificarlo, creata con mezzi sotto il suo esclusivo controllo, collegata ai dati in modo da rilevarne ogni modificavalore probatorio maggiore
    Qualificataavanzata + certificato qualificato + dispositivo per la creazione di una firma qualificata (QSCD)equivale alla firma autografa ed è riconosciuta in tutti gli Stati membri

    Il sigillo elettronico è l'equivalente della firma per una persona giuridica (un'istituzione, un'impresa): garantisce origine e integrità di un documento, non la volontà di una persona. Gli altri servizi fiduciari sono la validazione temporale (prova che un dato esisteva a una certa ora), il recapito elettronico certificato, i certificati di autenticazione dei siti web e, con la riforma del 2024, l'attestazione elettronica di attributi, l'archiviazione elettronica e i registri elettronici. I prestatori qualificati sono vigilati dagli organismi nazionali ed elencati negli elenchi di fiducia (trusted lists) degli Stati membri.

    Laboratorio: quale firma o servizio serve?

    esercitazione · regole eIDAS

    Scegli una situazione e decidi prima di leggere la risposta.

    Le regole nazionali possono chiedere forme specifiche per certi atti (per esempio alcuni contratti immobiliari); qui c'è solo ciò che dice eIDAS.

    Esercitazione: norme e servizi fiduciari

    domande di allenamento

    Scegli una risposta per domanda.

    Mappa concettuale · norme e governance
    • Governance della cibersicurezza
      • nelle istituzioni UE Reg. 2023/2841
        • sorveglia IICB
        • notifica a CERT-EU
      • negli Stati membri NIS2
        • soggetti essenziali, importanti
      • sui prodotti Cyber Resilience Act
      • fiducia digitale eIDAS
        • vale come autografa firma qualificata
        • per i cittadini EUDI Wallet
    In sintesi

    Istituzioni UE: Regolamento 2023/2841, IICB e CERT-EU. Stati membri: NIS2. Prodotti: CRA. Finanza: DORA. Tutte chiedono gestione del rischio, responsabilità del vertice e notifiche in 24 ore, 72 ore e un mese. La firma qualificata equivale a quella autografa in tutta l'Unione.

    Riepilogo

    Ogni mansione dell'Allegato II, e dove si studia

    guide vuol dire che l'argomento è già spiegato a fondo in un'altra guida di Explorables; qui che è spiegato in questa guida; da completare che conviene integrarlo con le fonti ufficiali.

    MansioneDoveCopertura
    Architetture, algoritmi, patterncapitolo 2 → architetture-llm, training-llm, machine-learningguide
    Selezione e ottimizzazione dei modellicapitolo 4, capitolo 2 → inferenza-llmguide qui
    Costruire o comprare, guida di progetticapitolo 4qui
    MLOps, ciclo di vita, testcapitolo 3 → ai-engineeringqui
    Dati per addestramento e uso, governance dei daticapitolo 3, capitolo 6qui
    AI generativa, RAG, AI agenticacapitolo 2 → ai-engineering, assistente-agenteguide
    MCP e protocollicapitolo 4qui
    Governance e gestione del rischio dell'AIcapitolo 6qui
    AI Actcapitolo 5qui da completare con lo stato del Digital Omnibus
    Protezione dei daticapitolo 6qui
    Equità, spiegabilità, tracciabilità, auditabilitàcapitolo 7qui
    Alfabetizzazione sull'AIcapitolo 5 (art. 4)qui
    Politiche, tendenze, impatto sociale, strategiecapitolo 8qui da completare con gli atti più recenti
    Rischio, maturità, vulnerabilità, test, accessi, metrichecapitolo 9qui
    Architettura, controlli, sviluppo sicuro, crittografia, AI e quantisticacapitolo 10qui
    Monitoraggio, threat hunting, forense, SOC, CSIRCcapitolo 11qui
    Governance, politiche, conformità, audit, gruppi interistituzionalicapitolo 12qui
    Sensibilizzazione, IAM, firme elettroniche, servizi fiduciaricapitolo 12, capitolo 10qui